Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Amianto, i sindacati chiedono i danni

30/09/2009

autore: Francesco Oggianu

Ottana. Una vertenza senza fine quella avviata anni fa, a nome dei lavoratori, contro Eni e Montefibre

 Nessun fondo di solidarietà per i lavoratori e finora neanche un controllo accurato, almeno per accertare eventuali danni creati dall'amianto all'interno dell'ex stabilimento dell'Enichem di Ottana. Morti sospette, tumori accertati, ma nulla è stato finora riconosciuto ai lavoratori della fabbrica, la maggior parte dei quali sono ormai fuori, in pensione e in mobilità. Ora probabilmente l'amianto non c'è più negli impianti rimasti attivi, ma i sindacati, in ordine sparso, chiedono ancora il conto dei danni all'Eni e a Montefibre. Che però non ci sono più. Non solo. Anche le denunce collettive presentate anni fa, giacciono probabilmente negli archivi delle cancellerie dei Tribunali. Una decina di anni fa si era costituito un comitato, per ottenere quanto la legge prevedeva, ma l'Eni ha sempre respinto ogni responsabilità. Così anche Montefibre. Eppure negli altri poli chimici della penisola, dove hanno operato e operano l'Eni e Montefibre, (Ravenna, Porto Marghera, Gela eccetera), numerosi lavoratori hanno ottenuto un risarcimento e sono stati collocati in pensione con largo anticipo. Tutto pagato dall'Eni. In Sardegna, invece, la richiesta di risarcimento è stata sempre respinta. Eppure, nella fabbrica di Ottana, fino alla fine degli anni Novanta, i lavoratori erano esposti all'amianto. C'è stata anche qualche vittima, il tumore provocato proprio dall'esposizione al materiale cancerogeno. Pur con netto ritardo rispetto alla penisola e pressati dai lavoratori, i sindacati hanno poi aperto una vertenza, per ottenere dall'Eni e Montefibre il risarcimento e il riconoscimento per centinaia di lavoratori che, per oltre vent'anni sono stati esposti all'amianto. In particolare i lavoratori delle manutenzioni, ma anche quelli delle imprese d'appalto. Tra i promotori delle denunce, Renzo Puggioni della Uil: «Da anni, attraverso i nostri legali, combattiamo una battaglia che ancora non ha sortito risultati. Eppure in tanti hanno subito per anni la contaminazione dell'amianto». Nel mentre alcuni lavoratori sono morti, altri combattono una battaglia contro il tumore e altri ancora, probabilmente, non sanno che l'esposizione ha lasciato comunque il segno. Secondo il rapporto dell'assessore provinciale all'Ambiente Rocco Celentano, la fabbrica di Ottana e in particolare Montefibre è il punto più critico. Sarebbero stati circa seimila i lavoratori esposti per anni all'amianto. Un materiale che, secondo le denunce fatte in questi ultimi mesi, sarebbe ancora presente all'interno della fabbrica, soprattutto negli impianti dismessi. L'Arpas e l'assessorato regionale all'Ambiente, devono quindi procedere con urgenza ai controlli e in questo contesto si colloca la denuncia fatta dal consigliere regionale Paolo Maninchedda per quanto riguarda Equipolymers, ma in particolare quella che sarà presto presentata dalla Cisl per quanto riguarda i danni ambientali causati dall'Eni. Amianto compreso.

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