Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Ripascimento del Poetto, seduta straordinaria del consiglio provinciale dopo la vanga di accuse

12/04/2002

autore: Roberto Paracchini

Zirone alle corde tenta di difendersi - "Appalto regolare", ma silenzio dell'assessore sulla sabbia nera


CAGLIARI. Ieri è stata la giornata del Zirone-day. La questione Poetto è approdata in consiglio provinciale. Prima l'assessore ai Lavori pubblici, Renzo Zirone, ha ripercorso la storia dell'appalto per il ripascimento della sabbia, poi la parola è passata ai tecnici. Il dibattito politico si terrà, invece, il prossimo giovedì. Tra le prime cose dette dall'assessore Zirone, un ringraziamento verso il suo predecessore, Giacomo Guadagnini, «per gli sforzi fatti per il reperimento del finanziamento e per l'avvio del progetto si ripascimento». Nel ripercorrere le critiche fatte sull'intervento di ripascimento, Zirone ha dato atto della precisazione del circolo Ds di La Palma, che ha informato che le loro analisi della sabbia non erano «superpartes».
In particolare l'assesore Zirone ha tenuto a precisare quatto punti. Il primo: che la relazione di impatto ambientale c'è ed è stata approvato dal ministero il 7 agosto 2001: per l'immissione di 370mila metri cubi di sabbia in due mesi. Il seocndo: che la ditta vincitrice dell'appalto (la Mantovani) aveva indicato solo la sabbia di mare. Il terzo: che l'allegato «8» (sulle caratteristiche della granulometria della sabbia) non è sparito ma è parte integrante del capitolato d'appalto. Il quarto: che i danni della mareggiata del novembre scorso hanno sconvolto i modelli progettuali precedenti e costretto a nuove analisi complessive.
Prima di dare la parola ai tecnici il clima si è un attimo surriscaldato per alcune precisazioni che avrebbe voluto fare Ignazio Congiu (Ds) sul chiarimento datto dal circolo Ds di La Palma. Ma la questione è stata rimandata alla prossima seduta e con fatica il presidente dell'assemblea, Domenico Mugoni (Forza Italia), è riuscito a riportare la calma sedando le proteste del centro destra.Paolo Colantoni (docente di sedimentologia a Urbino, consulente, confermato, della precedente Giunta), dopo aver ricordato che l'inserimento della possibilità di utilizzo della sabbia di mare e non solo di quella di cava (com'era in un primo tempo), fu una decisione presa in sede di conferenza di servizi (su richiesta del comune di Cagliari - ndr), ha chiarito che la spiaggia è come un corpo vivente: non statico ma dinamico. In particolare Colantoni ha tenuto a precisare che la forte attività batterica presente nella sabbia sommersa, che favorisce la produzione del ferro e l'abbattimento dei sulfurei (che danno il colore nero) è un processo reversibile, che scomparirà entro un anno. Un «primo intervento sperimentale di piccola entità» è stato giudicato il ripascimento del Poetto da Franco Leopoldo (docente a Roma 3 di ingegneria costiera, consulente, confermato, della precedente Giunta). Tra le altre cose Franco ha affermato che il giacimento da cui è stata prelevata la sabbia è «compatibilissimo» in quanto formato nella stessa era geologica. Quale il risultato? «Presto per dirlo, ma ci sono tutte le premesse - ha precisato Franco - per far sì che riesca nel migliore dei modi».
Paolo Orrò (docente di geomorfologia applicata a Cagliari) ha tenuto a precisare di non essere un libero professionista ma un universitario che ha avuto il permesso del rettore per quest'intervento, «previsto per situazioni di particolare interesse pubblico». Tra i vari punti affrontati, Orrù ha sottolineato che in questo momento la spiaggia è evoluzione. Da qui la difficoltà di individuare campioni di sabbia omogenei. Ha poi illustrato alcune sezioni (in diapositiva) della nuova sabbia dopo le prime mareggiate, in cui si «vede come la granulometria più grossa va verso il basso e quella più fine verso l'alt». Inoltre Orrù ha mostrato alcuni campioni di sabbia prima e dopo averli trattati con l'acido citrico, alcuni; e per via meccanica (con un agitatore), altri. Dalla sabbia scura «si è passati a quella bianca». Il che «dimostra anche come non esistono metalli pesanti», ma lo scuro è prodotto dai batteri. Infine ha sottolineato la necessità di intervenire sul sistema dunale per impedire che il vento porti via gli elementi quarzosi che le mareggiate faranno emergere.


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