Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

E l’Eurallumina punta a riavviare gli impianti

29/09/2009

autore: Erminio Ariu

Fanghi rossi, gli operai sperano nel dissequestro

PORTOVESME. L’azione legale avviata dall’Eurallumina per ottenere il dissequestro del bacino dei fanghi rossi potrebbe essere interpretata dai lavoratori come un indicatore positivo per il riavvio della fase produttiva, sospesa a luglio. L’azienda non lascia trapelare alcuna indiscrezione sulla possibilità di riprendere a breve la produzione di ossido di alluminio che, in questo momento, sta riprendendo quota nel mercato internazionale.
 Prezzi dell’energia, a parte, il vero problema ora è nella disponibilità dell’azienda a disporre dell’area dove depositare gli scarti di lavorazione della bauxite. Se si dovesse arrivare alla revoca del provvedimento di sequestro la discarica, con la costruzione dell’ultimo anello del nuovo bacino, potrebbe avere un’autonomia di altri 4-5 anni. «Indubbiamente - ammette Sergio Murenu della Rsu - il completamento dell’ultimo anello si può ottenere con 30-40 giorni di lavoro e quindi consentire all’azienda di avere la disponibilità di un impianto di stoccaggio fanghi per 3-4 anni ed oltre. In questo lasso di tempo si dovrebbe trovare la soluzione per il nuovo bacino. I lavori di ampliamento del bacino erano stati sospesi, alcuni mesi fa, perché Rusal manifestava difficoltà finanziarie serie e allora non c’erano sigilli della Procura. Ora notiamo che Eurallumina è decisa ad accelerare i tempi per ottenere un dissequestro che deve essere collegato anche ad un piano industriale». A pagare comunque in tutta questa vicenda sono i lavoratori che cominciano a dubitare anche sull’impegno della Regione a lavorare fianco a fianco con il sindacato per mettere a disposizione delle aziende servizi e tariffe elettriche accettabili.
 «All’azienda bisogna togliere ogni scusa - ha concluso Murenu - come quella di non avere la disponibilità di un’altra area per depositare gli scarti della lavorazione della bauxite. La questione Eurallumina potrebbe riesplodere fra qualche mese se a dicembre la fabbrica non dovesse riprendere l’attività. Rusal aveva promesso di rimettere in moto gli impianti a fine anno. Con i sigilli della Procura, però, ora ha un alibi di ferro».

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