Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Poetto.Legambiente distribuisce in piazza cartoline con i due volti della spiaggia

14/04/2002

autore: Francesca Figus

 «Portiamo sabbia di cava»  - La Margherita: serve un secondo ripascimento

CAGLIARI.Legambiente chiede che con ogni mezzo il Poetto ritorni quello del tempo che fu, e la Margherita risponde per prima. Giuseppe Macciotta, Marco Espa e Rita Carboni Boy per il Comune, Marina Valdes e Remigio Cabras per la Provincia la soluzione l’hanno trovata in un ripascimento numero due. Dicono: «Togliamo via la sabbia nera, sostituiamola con la sabbia di cava, e istituiamo una commissione congiunta Comune e Provincia, Cagliari più Quartu». Maggioranza e opposizione insieme, la presidenza alla minoranza, consulenza di tecnici super partes perché i lavori inizino immediatamente. «Domani è già troppo tardi», filosofeggiano. La responsabilità penale e il risarcimento danni, dicono i consiglieri, verranno poi. «Che la commissione congiunta bandisca un nuovo appalto, e la sabbia nera sparisca per sempre dalla nostra spiaggia». Parlare e sparlare intorno a tavole rotonde non serve a niente: «Il disastro è fatto», continua Macciotta, «non perdiamo altro tempo prezioso in chiacchiere».
Legambiente approva. E distribuisce, banchetti in piazza, cartoline prestampate del prima e del dopo. Da una parte Poetto nero, la Sella del Diavolo all’alba, le tracce di ruspe e cingoli, una finestra sulla sabbia quando era dorata, e un appello: ridateci la spiaggia del Poetto. Sul retro, un indirizzo: al presidente della Provincia di Cagliari e agli enti competenti, e una lettera: «La sabbia era bianca e finissima, dai riflessi luminosi. Oggi che il danno è sotto gli occhi di tutti, rivendichiamo con forza il diritto alla restituzione di un bene che non può essere sottratto dall’avventatezza dell’uomo». Il mittente - l’autorizzazione dell’utilizzo dei dati avviene nel rispetto della legge 675/96) si aggiunge a penna: nome, cognome e indirizzo, e la cartolina dà voce a chi non accetta e vuole capire. Una petizione popolare, dice Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente. Perché «i venti di scirocco e le mareggiate dei giorni scorsi hanno reso netta la differenza tra la sabbia nuova del ripascimento e quella originaria». E ieri mattina il cielo grigio, l’acqua color dell’acciaio, il mare ha mangiato la sabbia scura e il Poetto è una langa desolata d fango e ghiaia. Senza barriere, senza freni, il mare è diventato un fiume tortuoso nella distesa grigia: alla quinta fermata è arrivato al Twist, chiosco a guglie gialle e rosse, ha rovesciato i tavoli e le sedie di plastica bianca, ha allagato il pavimento, mandato in corto i frigoriferi. La sabbia mista a fango mista a ghiaia arriva sin sulla strada: questa mattina correranno gli atleti di Vivicittà, e dovranno fare lo slalom tra le pozzanghere e gli scoli aperti dalle pale meccaniche. Ma ieri pomeriggio, sabato, neanche un chiosco ha aperto. La pioggia, il vento, i tendoni abbandonati. Sembra febbraio, è primavera da venticinque giorni.

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