Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

La grande miniera risanata

25/09/2009

autore: G. F. N.

Serbariu, finanziato il progetto per la bonifica dell’area adibita a discarica di sterili di carbone
Il sindaco: «Adatta a ospitare impianti fotovoltaici»

CARBONIA. Un’area di rilevante interesse, finora abbandonata, dopo la chiusura dell’attività mineraria del cantiere della Grande Miniera di Serbariu. Impossibile, d’altronde, un qualunque tipo di utilizzo, considerato che l’intero spazio mantiene le sue caratteristiche originarie di un’area adibita alla discarica di sterili di carbone. Ora, invece, si aprono nuove prospettive.
 Sono una decina di ettari almeno, che occupano lo spazio che va dall’estremo limite della miniera, oggi rappresentato dalla struttura che ospita la Sotacarbo, fino alla frazione di Is Meis, parallelamente alla strada statale 126. Un’area per la quale erano rimasti sulla carta i progetti, o meglio, le ipotesi, di una riutilizazione a fini produttivi. Una operazione finanziariamente troppo onerosa per l’amministrazione conumale senza interventi esterni. Ora, finalmente, la svolta. Il progetto, presentato in risposta ad un bando dell’Assessorato Regionale all’Industria è stato giudicato positivamente, classificandosi al primo posto della graduatoria. Il finanziamento concesso dalla Regione è di 250 mila euro, e a questa somma sono a aggiungere altri 250 mila euro che l’amministrazione comunale metterà a disposizione come cofinanziamento per le opere da realizzare. Il progetto presentato in sede di bando è immediatamente esecutivo, e potrà esere quindi cantierato subito.
 Prevede la sistemazione della intera area, la messa in sicurezza, la pulizia e la realizzazione di spazi verdi e zone di servizio.
 In pratica, quella che è oggi una grande discarica ridiventerà uno spazio «normale», sul quale sono possibili nuovi insediamenti produttivi, e che viene dopo settanta anni restituito alla città.
 Si porrà poi in un secondo tempo il problema di identificare le attività insediabili e, comunque, le modalità di riuso.
 «Alcune ipotesi sono già in campo - ha spiegato il sindaco Tore Cherchi - L’area oggetto dell’intervento è idonea ad ospitare impianti di produzione di energia elettrica derivante dal sole, fotovoltaico o solare termico ad alta energia. Cercheremo quindi di cogliere questa opportunità anche, eventualmente, cedendo il diritto di superficie, in cambio del giusto corrispettivo, attraverso una gara pubblica».
 C’è poi da tenere conto che, proprio sull’area confinante, esiste l’impianto della Sotacarbo per la creazione di energia dall’idrogeno. Ed è già una ipotesi anche quella di utilizzare parte dell’area per l’ampliamento degli impianti.
 Non bisogna dimenticare, inoltre, che un altro progetto, elaborato dal Rotary, creerà un parco ambientale proprio sulle vecchie discariche di sterile.

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