Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Via i veleni, firma da otto milioni

23/09/2009

autore: Samuele Schirra

Porto Torres. La Nurra finisce sotto esame: per cinque mesi i terreni verranno passati ai raggi X
Primo passo per pulire le aree del Petrolchimico

Le acque e i terreni della Nurra finiscono sotto esame. I rappresentanti degli enti locali e del ministero dell'Ambiente hanno firmato ieri a Roma l'accordo di programma che assegna al sito d'interesse nazionale per le bonifiche di Porto Torres circa 8,2 milioni di euro. I denari saranno utilizzati per individuare le sostanze tossiche che l'industria chimica ha disseminato per decenni in un territorio vasto migliaia di ettari. Le analisi faranno emergere anche le quantità di elementi nocivi accumulati nel sottosuolo.
È solo un primo passo verso il risanamento delle aree, ma fondamentale per completare la mappa dei veleni. Non appena i fondi saranno erogati, Regione, Provincia, Comuni di Sassari e Porto Torres predisporranno le procedure per l'avvio dei controlli. Da lì a cinque mesi i terreni pubblici verranno passati ai raggi x. Il Ministero, inoltre, ha accolto un'altra richiesta del Comune turritano: alla Conferenza di servizi che si svolgerà a ottobre l'ente locale presenterà un protocollo d'intesa che, se approvato, consentirà di accelerare le procedure di concessione edilizia alle aziende non responsabili dell'inquinamento datato, inserite anni fa nel Sito d'interesse nazionale per le bonifiche. «Si tratta di un provvedimento importante: grazie a questi controlli potremo capire se piante e animali del territorio siano stati contaminati e se il fronte mare subisca ancora l'inquinamento delle acque di falda compromettendo anche i prodotti ittici. In questo modo scioglieremo i dubbi sul funzionamento o meno della barriera idraulica, l'impianto formato dai pozzi di emungimento costruiti da Syndial per ripulire la falda», commenta il sindaco Luciano Mura, volato a Roma ieri mattina assieme al dirigente del settore Ambiente, Marcello Garau, per porre la firma sul documento. Il finanziamento è frazionato in sei segmenti. La prima fetta da 250mila euro è riservata allo studio di fattibilità sulla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di bonifica della falda acquifera. Dalle casseforti statali saranno prelevati anche gli 83mila euro destinati alla caratterizzazione delle acque di falda lungo la fascia degli arenili inclusi nella perimetrazione del sito interessato dalle bonifiche. E sarà sempre il ministero a finanziare la «caratterizzazione dell'area marino-costiera e degli arenili prospicienti il sito, con l'elaborazione dei risultati»: poco più di due milioni di euro che serviranno a verificare lo stato dell'inquinamento lungo tutta la costa di Porto Torres. Altri 3 milioni di euro (due del ministero, uno della Regione) saranno utilizzati per la cancellazione dei veleni dalla discarica di Calancoi, nei pressi di Sassari, per cui è prevista la caratterizzazione integrativa, la progettazione degli interventi di messa in sicurezza di emergenza e messa in sicurezza permanente. Ci vorranno due milioni per le analisi delle zone di competenza pubblica racchiuse nel sito d'interesse nazionale che comprendono il depuratore, la discarica consortile e le aree del Consorzio industriale provinciale, il centro intermodale regionale, i terreni agricoli, i tratti terminali dei corsi d'acqua Rio Mannu e Fiume Santo. Gli ultimi 880mila euro (480mila sborsati dalla Regione, il resto dal Ministero) saranno usati per ampliare la rete di monitoraggio.

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