Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Alcoa, inquinamento da fluoro

22/09/2009

autore: Antonella Pani

Portovesme. I Verdi: «Effetti devastanti sulla salute delle persone». Ora la decisione della Provincia
L'Arpas certifica: emissioni sei volte il consentito

La realtà è ancora peggiore dell'immaginazione: la concentrazione di fluoro nell'aria attorno allo stabilimento dell'alluminio dell'Alcoa di Portovesme è più di sei volte il massimo consentito dalla legge.
A fugare i dubbi sui livelli di inquinamento registrati attorno alla fabbrica della multinazionale americana in seguito agli inconvenienti che hanno messo fuori uso una sessantina di celle elettrolitiche è stata l'Agenzia regionale per l'Ambiente. Un report pubblicato sul sito ufficiale rivela finalmente i risultati delle analisi effettuati sui dati raccolti dalle centraline di rilevamento. Ebbene sono cifre da far paura. La concentrazione di fluoro riscontrata, infatti, si attesta sul 124 microgrammi per normalmetrocubo. Il limite consentito, lo precisano gli stessi tecnici dell'Arpas. è di 20 milcrogrammi. Significa che le concentrazioni di fluoro riscontrate superano di oltre sei volte la soglia ammessa dalle leggi.
LE ANALISI Un dato sul quale già nella tarda mattinata circolavano le prime indiscrezioni anche se dalla Provincia continuavano a escludere l'esistenza di comunicazioni ufficiali in merito. Ma era stato Angelo Cremone, consigliere comunale dei Verdi di Portoscuso a lanciare il primo allarme sull'accertamento di «concentrazioni di fluoro ben superiori al limite consentito».
«Ho saputo seppure ufficiosamente che sarebbero state rilevati tenori di fluoro di 124 microgrammi per normalmetrocubo - aveva rivelato Cremone - sarebbero risultati gravissimi, concentrazioni che senza dubbio hanno degli effetti devastanti sulla salute. Non dimentichiamoci che già sugli animali sono stati riscontrati casi di fluorosi cronica».
L'ALLARME I risultati dovrebbero essere depositati già questa mattina in Municipio a Portoscuso. «Così conosceremo anche i punti nei quali sono stati prelevati i campioni delle analisi - aggiunge Angelo Cremone - perché ho il sospetto che non si riferiscano a quelle zone (come Paringianu o la centrale Enel ) dove, secondo le nostre osservazioni, le ricadute erano più pesanti».
Eppure, ieri mattina a Iglesias, nel corso di un incontro con l'assessore all'Ambiente, Bruno Pissard, i vertici aziendali dell'Alcoa (presenti anche le organizzazioni sindacali) avevano assicurato che la situazione stava rientrando nella normalità. «L'Alcoa ha spiegato quali accorgimenti e quali strategie ha utilizzato e sta utilizzando per affrontare questa particolare situazione che si è creata in Sala elettrolisi. Ci sono circa 60 celle ferme, che sono quelle che presentavano una maggiore criticità ambientale», aveva riferito l'assessore Pissard.
LA DIFFIDA Ora, alla luce dei dati comunicati dall'Arpas, bisognerà vedere quali decisioni assumerà proprio la Provincia che aveva diffidato l'Alcoa imponendo la riduzione delle emissioni inquinanti entro i limiti consentiti pena la fermata degli impianti.
L'emergenza fluoro risale a quasi un mese fa quando una serie di anomalie nel funzionamento delle celle elettrolitiche aveva provocato l'emissione di fumi e polveri che hanno fatto scattare l'allarme ambientale. È stato allora che dalla Provincia era partito l'ultimatum.

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