Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Il fluoro cinque volte oltre la norma
22/09/2009
autore: Erminio Ariu
Incontro promosso dalla Provincia con i rappresentanti dell’Azienda e dei sindacati sul caso Alcoa
L’Arpas ha riscontrato il dato nell’area vicina all’impianto di Portovesme
PORTOVESME. Un silenzio preoccupante, rotto solo nel tardo pomeriggio dalla nota inviata dall’Arpas alla Provincia. L’ agenzia regionale dell’ambiente ha rilevato una concentrazione di fluoro pari a 124 microgrammi per Normalmetrocubo (mentre è prevista unasoglia massima di 24 microgrammi) nelle rilevazioni fatte sul passaggio della nube dell’Alcoa. Nell’era della comunicazione, dell’informatica e della tecnologia avanzata, all’Arpas, dipartimento di Portoscuso, occorrono mesi per riferire alle autorità sanitarie e all’assessorato provinciale all’Ambiente quale è il tasso di inquinamento proveniente dai prelievi dell’aria antistante lo stabilimento Alcoa. Ieri, quando ancora dei dati non c’era traccia, l’assessore provinciale all’Ambiente Bruno Pissard ha puntato l’indice contro l’Agenzia regionale per la difesa dell’ambiente.
Un confronto aperto quello che la Provincia ha cercato di intavolare con i rappresentanti dei lavoratori che, senza peli sulla lingua, hanno accusato apertamente l’azienda, di avere trascurato le questioni ambientali per preferire il risparmio. Bruno Pissard, ancora una volta si è mostrato disarmato e ha denunciato il comportamento dell’Arpas: «Mi risulta che le centraline sistemate nello stabilimento e fuori dalla fabbrica - ha spiegato Bruno Pissard - non rilevano la presenza del fluoro e questo preoccupa perché è in ballo la salute dei lavoratori e della gente che vive a Portoscuso e Paringianu. Quanto all’ultimatum notificato ad Alcoa era un atto dovuto perché i funzionari della Provincia devono rispettare le disposizioni di legge».
A fianco dell’assessore c’era il direttore del settore ambiente Palmiro Putzulu che ha riferito di dover lavorare con gli occhi bendati per l’atteggiamento assunto dall’Arpas. Il reparto elettrolitico è gravemente malato anche se il direttore dello stabilimento Marco Guerini, e il responsabile delle manutenzioni e della produzione Sergio Vittori, hanno ribadito costantemente che la situazione è nettamente migliorata. «Allo stato attuale - ha precisato Marco Guerini - sono ferme 60 celle. L’Arpas è venuta più volte ad ha attestato che le condizioni sono migliorate. Il personale che opera nel reparto sta lavorando senza sosta ma non sappiano di preciso quando si tornerà alla normalità. Abbiamo anche dato incarico ad una ditta privata di effettuare analisi e controlli». Incarico, questo, di nessuna efficacia perché i soli dati ritenuti attendibili sono quelli dell’Arpas. Fino ad oggi quindi a tutela della pubblica salute ci sono state le osservazione visive, senza alcun dato scientifico complessivo. Escono fluoruri ed altri inquinanti gli interventi riparatori tardano.
Nel mirino anche per Cgil, Cisl e Uil è la conduzione tecnica della fabbrica. «C’è stata e c’è ancora una grave carenza nella conduzione tecnica - ha precisato Rino Barca della Cisl territoriale -. Non è da oggi che chiediamo uno screning per i lavoratori e investimenti i più massicci per ridurre i tempi del disagio provocato dalle emissioni gassose». Il dissenso contro il modo di agire di Alcoa è diffuso. «Non nascondiamo la realtà - ha detto chiaro e tondo Angelo Diciotti, della segreteria provinciale Cub -, perchè in quel reparto, oltre agli gas, c’è fluoro e lo sanno tutti. Ebbene, dico con cognizione di causa che ancora oggi l’azienda sta cercando di salvare le celle, per risparmiare, invece di fermarle a tutela della salute della gente». Non meno tenero è Massimo Cara, della Rls di fabbrica: «All’Arpas abbiamo inviato richieste pressanti per accertare quanto stava accadendo in questo stabilimento, da almeno due mesi. Ebbene non ci ha mai risposto nonostante per legge il nostro apporto non può essere trascurato».
Poi in serata è stata resa ufficiale la nota dell’Arpas: concentrazioni di fluoro cinque volte superiori alla norma sono state rilevate a pochi metri dallo stabilimento, in località Eca de Chiccu Sedda (in direzione del vento al momento del prelievo).
Chiavi di questa notizia: Inquinamento