Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Alcoa, il silenzio della Regione
20/09/2009
autore: Erminio Ariu
L’assessore provinciale Pissard: «L’Arpas non ci ha mai comunicato nessun dato sulle emissioni di fluoro»
Il sindacato accusa l’azienda: «Gestione legata solo al massimo profitto»PORTOVESME. Bocche cucite all’Arpas e le celle elettrolitiche dell’Alcoa continuano a sputare in aria impressionanti quantità di fluoro. Alcoa, nonostante le verbali garanzie degli ultimi giorni sulla riduzione delle emissioni gassose nell’aria sembra abbia perso il controllo degli impianti.
Le osservazioni visive notturne confermano che è in atto un peggioramento della situazione ambientale e verosimilmente anche sanitaria. «Siamo decisamente preoccupati - afferma l’assessore provinciale all’ambiente, Bruno Pissard - perché dall’Arpas non riceviamo alcun documento che attesti le dichiarazioni verbali sul miglioramento della situazione. Fino ad oggi non ci hanno mai fatto recapitare dati analitici che attestino quanto dicono. Ci hanno spiegato che le centraline che rilevano l’eventuale presenza di fluoro, nell’aria, sono dislocate lontano dallo stabilimento e questi controlli vengono effettuati a scadenza mensile. Affermazioni gravi che non spiegano alcunché su questo sta avvenendo». Bruno Pissard rassicura soprattutto i lavoratori che la Provincia non ha come obbiettivo la chiusura dello stabilimento ma è chiaro che, in primo luogo, l’ente intermedio è impegnato a tutelare l’ambiente e soprattutto la salute degli abitanti di Portoscuso e Paringianu. «Siamo completamente disinformati - aggiunge Pissard - nonostante le nostre pressanti richieste ad avere la dovuta documentazione e le conclusioni delle analisi di laboratorio. Non ci vengano a dire che il fluoro non inquina perché nessun essere vivente può respirare per mesi quell’elemento chimico. Tutte le nostre richieste presentate all’Arpas e le risposte che ci sono pervenute sono state inviate alla Procura della Repubblica e all’assessorato regionale all’Ambiente che viene invitato peraltro ad ingiungere all’agenzia regionale per prevenzione dell’ambiente di notificarci i risultati delle analisi di laboratorio». Intanto da due giorni nel reparto elettrolitico sembra si produca più fluoro che alluminio. Un vero disastro che tutti cercano di nascondere per evitare le possibili ritorsioni di Alcoa. Indubbiamente la macchina elettrolitica - denuncia Roberto Straullu segretario regionale della Uilm - sta funzionando malissimo e per riparare i danni occorre scoperchiare le celle. Questa operazione comporta emissioni di fluoro nell’aria ma non ci sono alternative. E’ fuori d’ogni dubbio che Alcoa, in questi anni ha condotto le celle con la logica del risparmio pensando solo al massimo profitto senza curarsi delle possibili conseguenze. Qui è arrivato il leader massimo della multinazionale americana che ha preannunciato investimenti e cifre importanti per rimettere in carreggiata lo stabilimento ma ha subito messo le mani aventi: ci saranno tagli occupazionali per fare risparmi». Il sindacato è tra l’incudine e il martello ma tutte le sigle e tutti i delegati hanno come obiettivo la continuità produttiva e la salute dei lavoratori e degli abitanti dei due centri che gravitano nelle vicinanze di quei forni impazziti. «Occorre in questo momento fare una scelta - conclude Straullu - Per salvare lo stabilimento occorre, quando le celle entrano in fibrillazione, scoperchiare i forni ma questo comporta sacrifici ambientali. Non spetta al sindacato decidere». Intanto per domani l’assessore provinciale all’Ambiente ha deciso di convocare un assemblea nella sede dell’ente intermedio a Iglesias. «Abbiamo convocato Alcoa, la Rsu di fabbrica i segretari territoriali di Cgil, Cisl e Uil, gli amministratori di Portoscuso e l’Arpas - conclude Pissard - intendiamo ottenere chiarimenti su quanto sta accadendo».
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