Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
«I vasconi ammorbano l'aria»
19/09/2009
autore: Ignazio Pillosu
Serramanna. Sotto accusa la struttura che raccoglie il liquido proveniente del trattamento dei rifiuti
L'assessore Cadau scopre l'origine della puzza
La vasca di raccolta del percolato è insufficiente, tracima spesso di liquidi fetidi mentre le bocchette di aspirazione (ostruite dai nidi degli uccelli) sono inspiegabilmente spente. Stessa sorte per il megaimpianto di abbattimento degli odori: mai acceso.
Il “mostro” che ha ammorbato l'aria di Villasor e Serramanna per tutta l'estate è un capannone anonimo 30 metri per 15, periferia dell'impianto di depurazione dei reflui del Cisa di Serramanna. A fianco, distante solo pochi metri, dall'impianto di compostaggio indicato da tutti come l'unico responsabile dei miasmi.
IL BLITZ La scoperta è di Salvatore Cadau, assessore comunale di Serramanna, che da giorni fa avanti e indietro con l'auto nei pressi dell'impianto di compostaggio «alla ricerca della vera fonte dei cattivi odori». Da una parte l'impianto di compostaggio, gestione Cisa Service Spa, dall'altra l'impianto di depurazione che dal Consorzio Cisa è passato al gestore unico Abbanoa ed è gestito ancora dal Cisa attraverso la ditta milanese appaltatrice, la milanese Siba.
L'IMPIANTO «Ecco chi ci ha avvelenato l'aria per tutta l'estate», dichiara l'assessore indicando il piccolo magazzino sotto cui galleggia il liquido. Un concentrato di microrganismi rimescolato di continuo. Il fetore, insopportabile, dovrebbe essere attenuato dal sistema di aspirazione e dall'impianto di abbattimento degli odori, ma sono spenti.
«È tutto in uno stato di abbandono», commenta Cadau, attento a non calpestare le pozzanghere maleodoranti, residuo delle ultime tracimazioni di percolato, il liquido proveniente dall'impianto di compostaggio e diretto al depuratore attiguo. «Mi è stato spiegato che la vasca che raccoglie il percolato si è rivelata insufficiente, soprattutto quando nell'impianto di compostaggio è arrivata una quantità di rifiuti maggiore del normale», informa Cadau. Da 40 a oltre 100 tonnellate giornaliere (il picco è stato di 139) di rifiuti conferite nell'impianto di compostaggio. È successo quando, poche settimane fa, a Serramanna sono arrivati i rifiuti umidi di 50 comuni del sud dell'Isola e della fascia costiera del Sulcis. Oltre ai paesi del Cisa. Il risultato? Più materiale per il compost, ma anche più liquido da depurare.
L'ODORE «La vasca di equalizzazione si è dimostrata insufficiente», ribadisce l'assessore Cadau. Paolo Pistolesi, ingegnere, responsabile dell'impianto di compostaggio, osserva a debita distanza e conferma con un cenno della testa. Assolte le porte che restano aperte al passaggio dei camion nella zona del conferimento dei rifiuti. E i capannoni di maturazione del compost aperti su tre lati. La vera causa delle ondate maleodoranti è il vascone di accumulo del percolato. Eppure Asl, Arpas e Noe, dopo i controlli effettuati nell'impianto di compostaggio nelle ultime settimane, non hanno trovato nulla da ridire. «Tutto nella norma». E allora?
«Forse hanno controllato nei posti sbagliati», commenta con amara ironia l'ingegner Pistolesi, 22 anni di esperienza nel campo del compostaggio e un'estate sulla graticola per la storia della puzza. «Ci hanno preso a pesci in faccia».
Toscano, 47 anni e una vita passata a trasformare in concime vegetale gli scarti di cucina in impianti di Toscana ed Emilia, Pistolesi non ci sta «a pagare per colpe che non sono nostre». Insufflatori di ossigeno, per favorire la fermentazione invece che la putrefazione dei rifiuti e potenti abbattitori di odore: «Il nostro impianto è a posto, migliorabile, ma i cattivi odori non sono opera nostra» dice Pistolesi.
Chiavi di questa notizia: Rifiuti