Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Alcoa, corsa contro il tempo

17/09/2009

autore: Erminio Ariu

Cisl e Uil: «La situazione è in fase di miglioramento»

PORTOVESME. Non c’è, in atto, solo la copertura delle celle ma è visibile, ad occhio nudo, il tentativo di governare e gestire una situazione ambientale drammatica per salvare lo stabilimento. Sullo stato di salute del reparto elettrolitico di Alcoa riferiscono solo i rappresentanti sindacali della Rls e della Rsu che, senza il conforto di numeri, garantiscono, a vista, che la situazione in reparto è nettamente migliorata.
 «Siamo sempre in una situazione difficile.- ammette Stefano Lai (Rls Cisl - ma la fermata di 57 celle ci consente di confermare che le emissioni di gas al fluoro sono diminuite in modo rilevante. Certo non possiamo dire che abbiamo superato l’emergenza ma è chiaro che lo sforzo dell’azienda di ripristinare una situazione normale sta dando risultati incoraggianti». Nessuno per il momento parla di responsabilità dirette ma qualcuno dovrà essere riconosciuto responsabile del naufragio della corazzata Alcoa se appena il 29 luglio scorso la Rsu, la Fms-Cisl, la Fiom-Cgil, la Uilm e Cub avevano denunciato un calo di rendimento in sala elettrolisi, e che l’arretrato del cambio anodi nelle celle aveva raggiunto quota 640. «Si preferiva far cassa - insiste Stefano Lai - invece di fare le manutenzioni. La scelta aziendale era quella di produrre alluminio senza badare alla sicurezza delle celle. Ecco le conseguenze». «La situazione è migliorata e notiamo che l’azienda sta dando risposte concrete ed immediate. Certo ci sono da rimettere in marcia ben 57 celle - riconosce Andrea Cuccu (Uil Rsu) - e ciò ci induce a credere che il peggio sia passato. Del resto oltre ai tre tecnici del gruppo Alcoa, venuti dall’estero, ci sono i controlli dell’Arpas e del Noe che garantiscono un monitoraggio costante e puntuale». Qualche dubbio emerge comunque sui controllo Arpas che ha istallato ben 10 centraline, sei nello stabilimento e quindi nel punto di massima criticità, altre quattro a ridosso del perimetro esterno dello stabilimento ed un laboratorio analisi sul tetto del dipartimento dell’Arpas, a Portoscuso. Di fatto però queste centraline non sono abilitate ad accertare eventuali presenze di fluoro e di fluoruri. a spargere. Tutti tacciono. Anche il direttore del dipartimento dell’Arpas di Portoscuso, Ing, Giorgio Tore, non è disponibile, per motivi istituzionali, a svelare quanto è stato accertato dai tecnici. Un rifiuto cordiale dettato dalla necessità di informare sui fatti le autorità preposte prima di rilasciare dichiarazioni ai media. Di fatto comunque in un lungo colloquio con l’ing. Tore e il responsabile del servizio controllo, Massimo Secci, è possibile capire ed intendere che l’impegno dell’Arpas è iniziato nel mese di luglio e la punta massima della criticità è stata rilevata nei giorni scorsi. Non ci sarebbe emergenza ambientale e se dovesse esistere qualche momento di difficoltà ciò sarebbe rilevabile solo all’interno dello stabilimento. L’Arpas continua a rilevare dati per poi sintetizzare i dati in una scheda d’ordine che sarà posta, a fine settimana, alla verifica dei Noe, della provincia, dell’assessorato regionale all’ambiente e alla sanità e al ministero della salute. «Questa fabbrica - conclude Sergio Pisu (Rsu Cub) - non può fermarsi perché non potrebbe ripartire. Si sta lavorando senza interruzione per raggiungere questo obiettivo». Alcoa, intanto, ha emesso un comunicato stampa. «L’anomalia verificatasi nelle condizioni di esercizio della sala elettrolisi: precisa Alcoa, è dovuta ad un malfunzionamento delle condizioni operative delle celle ed è al centro dell’attenzione dello stabilimento. Le emissioni atipiche, in atmosfera, sono state causate da anomalie dei principali parametri del processo elettrolitico, Al fine di consentire il più rapido rientro dei problemi accertati, sono già state disattivate,a titolo precauzionale, 50 celle elettrolitiche,. Tale circostanza, unitamente agli interventi eventi effettuati, ha già dato un significativo miglioramento della situazione complessiva».

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