Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Bonifica sospetta nell’oasi di Santa Gilla

11/09/2009

autore: Luciano Onnis

Protestano le associazioni ambientaliste con l’Unione Europea, il ministero e anche la Regione
I lavori sono stati appaltati dal Consorzio della Sardegna meridionale

ASSEMINI. Soliti lavori di bonifica nello stagno di Santa Gilla versante Assemini ed Elams, consueti disastri ambientali. L’accusa giunge dalle associazioni ecologiste Gruppo di intervento giuridico e Amici della Terra dopo aver raccolto documentazione (anche fotografica) e segnalazioni di naturalisti. Un esposto, con richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni interventi, è stato inoltrato alla Commissione europea, al ministero e all’assessorato regionale dell’Ambiente, ai sindaci di Assemini ed Elmas, al Corpo forestale e ai carabinieri del Noe.
 Il presunto corpo del reato sono i «lavori di bonifica, lo spargimento di fanghi di scavo, la realizzazione di opere in cemento in alcuni corsi d’acqua immissari dello stagno di Santa Gilla, e delle relative sponde dell’area nord e nord-est della zona umida, in particolare il rio Giagu Meloni e Cala Moguru in territorio di Elams e presso le foci del rio Cixerri e del rio Mannu in quello di Assemini.
 L’esecutore dei lavori - sostengono le due associazioni ambientaliste - sembra essere il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale. «Tali interventi - è detto nell’esposto - appaiono comportare il degrado e la distruzione di vaste aree umide e di acque subsalse e salmastre, spesso molto prossime allo specchio lagunare e la conseguente scomparsa di numerose specie vegetali e animali legate a questi particolari habitat». Un’area, quindi, sottoposta a rigidi vincoli di tutela naturalistica. «Non si sa - affermano gli ambientalisti - sono muniti delle necessarie e legittime autorizzazioni amministrative». Un dubbio da fugare o la denuncia di un presunto abuso?

Chiavi di questa notizia: Aree protette