Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Rifiuti, la rabbia in rete
05/09/2009
Gruppo di protesta su Facebook per le condizioni in cui si trova la città
ORISTANO. La protesta eclatante dei commercianti del centro è solo la punta dell’iceberg di un’insofferenza che sta crescendo, di una insoddisfazione sempre più diffusa nella cittadinanza. Oristano è una città sporca e la protesta si fa più forte e utilizza tutti i mezzi. Su Facebook, il popolare social network, è nato un gruppo che conta già 250 iscritti. I promotori presentano parlano nella presentazione di un «gruppo di protesta contro la sporcizia che sta invadendo ormai da mesi la città di Oristano».
Il tam tam corre veloce e ognuno ha la propria ricetta: chi se la prende contro il Comune, chi contro la maleducazione di troppi concittadini, chi ne approfitta per lanciarsi in una furiosa filippica contro i giovani.
Da tutti gli interventi emerge però un sentire comune: l’insoddisfazione e a volte la rabbia per le condizioni in cui si trova la città. I navigatori del web partecipano e inviano documentazioni fotografiche. C’è anche chi mette on line un filmato realizzato a Torregrande, dove emerge una situazione che sulla Nuova era già stata descritta in modo accurato diversi mesi fa, ma che grazie alla rete approda anche su “palcoscenici” più ampi, provocando reazioni sdegnate e incredule.
Cittè, frazioni e borgate, con l’aggravante della presunta “zona turistica” di Torregrande. Le discariche abusive che sorgono dietro ogni angolo e la raccolta differenziata che presenta ancora oggi degli innegabili (e non negati, anche dall’assessore Lisini, che ha appena passato il testimone al suo successore all’Ambiente) punti deboli, uniti alla maleducazioni di troppo, hanno reso impresentabile il volto di questa città.
Il sindaco si indigna per la clamorosa protesta dei commercianti, che hanno scaricato buste piene di bottiglie in piazza Roma e per il presunto (tutto ancora da dimostrare) danneggiamento alla storica torre concretizzato attraverso l’applicazione di alcuni chiodi. Ma il degrado e lo scempio, quelli veri, sono quotidianamente sotto gli occhi di tutti. Appena più in là di piazza Roma (ma a volte anche proprio lì, nel cuore della città). Basta saperli vedere e avere la franchezza di ammettere che esistono.
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