Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Ultima spiaggia per gli abusivi
04/09/2009
autore: Simone Loi
Tertenia. Su decine di costruzioni incombono le ordinanze di demolizione della Procura di Lanusei
Piano del Comune per il risanamento del litorale
Sulle terrazze a due passi dal mare sembra già di sentire il rumore delle ruspe. Le case a meno di trecento metri dal litorale hanno poche possibilità di farla franca. Le ordinanze di demolizioni recapitate dalla Procura incombono su decine di strutture, piccole e grandi.
Le speranze sono ancora vive al di là della zona rossa, legate ad un ambizioso progetto di riqualificazione che martedì sarà esaminato dal Consiglio comunale.
L'intenzione è quella di dare mandato all'ufficio tecnico comunale di censire gli insediamenti irregolari e verificare in quali casi sia possibile compiere interventi di risanamento. Nella proposta di deliberazione si parla di ripristino dei valori architettonici e paesaggistici alterati, costituzione di un consorzio volontario per l'attuazione di piani di risanamento, omogeneizzazione degli interventi di riqualificazione. Passaggi obbligati prima di consolidare il salvataggio con l'inserimento nel Piano urbanistico comunale. Regione permettendo una pianificazione edilizia per l'occasione retroattiva.
Altissima la preoccupazione dei cittadini. In tanti hanno agito in assenza di regole o totale mancanza di risposte da parte di Comune, Regione e uffici. C'è chi da vent'anni attende un parere della sovrintendenza decisivo per la sanatoria. Ma tanti altri hanno costruito e poi solo sperato nel più classico dei condoni.
Tra le proposte formulate negli ultimi tempi anche quella di consentire la nascita di aggregati costieri e rurali qualora nessun cavillo permetta di legalizzare abusi conclamati. La riunione di Consiglio di martedì sarà un passo preeliminare prima di procedere al piano di risanamento vero e proprio. I tempi sono molto stretti.
La parola d'ordine, inalterata nel tempo è rimasta sanare, dove è possibile. Prima che sia troppo tardi e in nome della pace sociale. L'amministrazione guidata da Guido Pisu ha intenzione di chiedere la collaborazione della Regione, l'istituzione di un tavolo tecnico per «valutare la compatibilità delle trasformazioni attuate con riferimento alle componenti di sostenibilità ambientale, ricomporre l'organizzazione secondo modelli economici di sviluppo locale».
Ovvio che l'argomento sia una grana di prim'ordine per i Municipi. A Tertenia come a Tortolì, Cardedu e Barisardo. Sono i sindaci a dover accertare la consistenza dei beni da trasferire al patrimonio indisponibile del Comune. Un compito gravoso anche per i bilanci, visto il costo (oltre 3000 mila euro) di ogni singolo accertamento.
E sono i sindaci a dover provvedere alle (eventuali) demolizioni. L'assessore Asunis, in un'assemblea, aveva chiarito come la rinuncia dei Comuni alle loro prerogative fosse un segno di arretramento rispetto alla logica del decentramento.
Con esattezza non si sa neppure quante siano le case abusive sul territorio comunale di Tertenia. Di certo ad oggi la zona detiene il record provinciale di illeciti accertati. Il fenomeno dell'abusivismo edilizio si è sviluppato in maniera prepotente a partire dalla fine degli anni '70. Un settore che non conosce crisi. Fino a un mese fa quando sono piovute una raffica di ingiunzioni emesse dalla Procura di Lanusei. Frutto di sentenze di condanna per abusi edilizi che giacevano da anni nei faldoni del Tribunale. In decennale attesa di esecuzione. Ma il procuratore Domenico Fiordalisi è un uomo di parola e ha rispolverato i faldoni dimenticati tra il plauso degli ambientalisti, convinti che Sarrala e in generale il territorio dell'intera Ogliastra debbano uscire da una logica di illegalità diffusa a favore di uno sviluppo armonico.
Chiavi di questa notizia: Abusivismo