Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Da demolire 70 case al mare
04/09/2009
autore: Nino Muggianu
Abusi sulla costa, ordinanza della Procura di Lanusei
TERTENIA. Si allunga l’ombra delle ruspe tra le eleganti villette di Sarrala, la frazione marina di Tertenia, dove a breve entreranno in azione per demolire le costruzioni abusive su ordinanza della Prefettura di Lanusei. Oltre un centinaio i proprietari di case, non solo sulla costa, che hanno già ricevuto l’ingiunzione firmata dal procuratore della Repubblica Domenico Fiordalisi.
Una bomba a orologeria che a breve esploderà con possibili ripercussioni di ordine pubblico. Il Comune intanto sta già correndo ai ripari per aiutare dove possibile i cittadini interessati. Il sindaco, Guido Pisu, per martedì prossimo ha convocato una riunione straordinaria per le 19. All’ordine del giorno oltre alla surroga dei due consiglieri dimissionari, uno di maggioranza e uno di minoranza, ci sarà l’argomento del giorno che in stretto burocratese dice: «Ricognizione situazione fenomeno insediativo in assenza di titolo ed azione di recupero patrimonio immobiliare esistente».
In pratica è l’atto preliminare per i piani di risanamento che hanno lo scopo di evitare le demolizioni delle case abusive costruite in particolare nella zona marina di Sarrala così come in altre zone del territorio comunale terteniese. Complessivamente sono oltre 100 le case di civile abitazione interessate, settanta sulla costa. Sono già alcune decine le lettere recapitate ai proprietari delle abitazioni interessate con ingiunzione a demolire da parte della Procura. Demolizioni di cui in prima istanza sono incaricati gli stessi titolari degli edifici abusivi. Nel caso che ciò non avvenga interverrà d’ufficio la Procura di Lanusei che incaricherà probabilmente l’esercito per eseguirle.
I proprietari delle case che hanno già ricevuto la notifica di demolizione dovranno eseguire i lavori entro e non oltre 30 giorni dalla data di ricevimento della stessa. Si tratta di costruzioni alcune delle quali realizzate anche 20 anni fa. Case che non sono rientrate in sanatoria e per le quali, ma in molti casi, domanda di sanatoria non è stata nemmeno presentata. In ogni caso si tratta di sentenze passate in giudicato. Quindi l’istruttoria è chiusa e, soprattutto per quelle case all’interno dei 300 metri dal mare, la situazione è critica.
Oltre alle villette di Sarrala, le altre costruzioni abusive sono dislocate nelle zone agricole e all’immediata periferia del paese dove è forse possibile un recupero e un risanamento.
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