Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Risultati da valutare dopo una stagione

21/04/2002

autore: Paolo Colantoni - Preside della Facoltà di Scienze Matematiche e Fisiche, Istituto di Geodinamica e Sedimentologia. Docen

La questione del ripascimento è ormai una problematica su scala nazionale ed internazionale. Quasi nessuno progetta più scogliere o protezioni rigide, ma quasi tutti vanno verso il ripascimento morbido, possibilmente con materiale estratto dalla piattaforma continentale. Molti sono rimasti un po’ scioccati dal colore grigio-nerastro del materiale scaricato sulla spiaggia. Il colore è essenzialmente dovuto alla riduzione operata dai batteri al di sotto dell’interfaccia acqua-sedimento e in particolare ai solfuri prevalentemente di ferro, creatisi in assenza di ossigeno. Ma la sabbia schiarisce in brevissimo tempo, inteso per settimane o mesi, per effetto degli agenti atmosferici. La situazione andrà valutata e paragonata dopo una stagione dinamicamente elevata. Cioè almeno un anno. Non si può quindi pretendere che il materiale appena depositato sia già perfettamente compatibile con le esigenze e i desideri dei bagnanti. Il mare deve fare il suo lavoro e lo farà in tempi relativamente brevi, ossidando tra l’altro il Ferro che da bivalente (grigio-azzurro) passerà a trivalente (giallo-rossastro). Nel tempo, cambieranno certamente la morfologia della spiaggia emersa e sommersa, ma anche la granulometria per dispersione del materiale e il colore per ossidazione e dilavamento.


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