Rassegna Stampa
Testata: Il Giornale di Sardegna

Annuncio di Diana sulla Pelosa: «Via la strada e il Rocca Ruia»

02/09/2009

autore: Giu. Ma.

Stintino. Il sindaco promette: «Smantelleremo il tratto di asfalto che uccide le dune»

«Smantelleremo la strada che rovina la nostra splendida spiaggia della Pelosa e inviteremo l'hotel Rocca Ruia a allontanarsi dalla riva». L'annuncio, una vera e propria bomba per Stintino, arriva durante il convegno sull'edilizia promosso dal piccolo ma ricco Comune costiero, nella tarda mattinata di ieri. Dopo una serie di interventi è il sindaco Antonio Diana a specificare che «cancelleremo il tratto di asfalto che taglia in due le dune, avviando un processo di rinaturalizzazione, inoltre vogliamo dare un'opportunità agli imprenditori di prendere scelte importanti: demolire e ricostruire in maniera differente e rispettosa dell’ambiente garantendo loro incentivazioni nella cubatura». Il primo bersaglio è la lingua di bitume che dalla fine degli anni Sessanta divide le dune, impedendo secondo gli studi sull'erosione dell'Ispra (ex Icram) il processo di conservazione del territorio di sabbia e macchia mediterranea. Il secondo bersaglio è l'hotel a “S” a pochi metri dalla spiaggia. Per il primo cittadino le volumetrie dell'albergo possono essere spostate a monte e costruire però in maniera diffusa e con altezze meno impattanti con il panorama. Una sorta di assist potrà essere fornito dalla legge regionale in preparazione: l'assessore agli Enti locali e all’Urbanistica Gabriele Asunis sottolinea che la Regione «per chi demolisce e ricostruisce gli edifici con criteri che privilegino il risparmio energetico garantirà la crescita volumetrica fino al 35 per cento. Un bonus del 40 per cento sarà garantito invece a chi demolisce le costruzioni esistenti nella fascia di rispetto della costa e propone un piano di riedificazione oltre la linea dei trecento metri dalla battigia». E in questo ultimo punto potrebbe rientrare il Rocca Ruia. «Dogliamo identificare percorsi che orientino il cittadino all’uso del territorio - ha ripreso Asunis - gli elementi di salvaguardia devono diventare parte integrante del patrimonio generazionale. Abbiamo visto il primo tempo di un film durante il quale sono stati posti dei vincoli. Adesso dobbiamo realizzare un secondo tempo, dove si esaltino le peculiarità del territorio»


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