Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Ecologia

Spiaggia negata

03/04/2009

autore: Luca Mascia

Con la ristrutturazione del villaggio Nurra, sorto nabusivamente vicino a Sassari e poi condonato, è a rischio il libero accesso a una splendida cala

E' una ferita aperta da più di quaranta anni, inferta alla Sardegna da chi ha voluto trasformare uno scempio ambientale nell'ennesimo peccato veniale. È il Villaggio Nurra, struttura turistica nata abusivamente, su un terreno di 30 ettari, a metà degli anni Sessanta e condonata nel 1985. Trenta chilometri da Sassari, sulla costa nord-occidentale dell'isola. Una trentina di piccoli bungalow prefabbricati fanno da contorno a un ristorante e a una piscina. Tutto molto dimesso, senza i grandi sfarzi tipici dei resort di lusso. Piccolo budget, materiali di seconda scelta,come l'eternit usato per i tetti, tanto economico quanto letale. L'ecomostro prende vita, ma il boom economico dell'epoca non arriva fino alle coste a picco dove si affaccia il Villaggio Nurra. Il ristorante, la piscina e le piccole casette si popolano solo per poche settimane in estatemail resto dell'anno rimangono vuote e il villaggio viene chiuso e abbandonato nel 2001. Il complesso edilizio resta deserto ma d'estate le piccole stradine tra i bungalow ormai vuoti vengono usate quotidianamente dai bagnanti che vogliono raggiungere Guardia del Turco, bellissima cala di fronte al terreno edificato abusivamente. D'inverno, invece, gruppi di giovani giocano alla guerra simulata sfruttando il paesaggio ormai più simile a una zona di guerra che a un impianto turistico.
BOMBA ALL'ETERNIT
Le casupole sono rimaste accessibili a chiunque, per anni donne e bambini, turisti ed escursionisti hanno potuto avvicinarsi ai piccoli appartamenti ormai fatiscenti, in balia degli agenti atmosferici. Le facciate si sono scolorite, gli intonaci staccati dai muri e i tetti di eternit hanno cominciato a sgretolarsi liberando nell'aria micidiali pagliuzze d'amianto. Una bomba ambientale che nel febbraio del 2007 il Comune di Sassari ha voluto disinnescare imponendo alla società proprietaria degli immobili l'immediata messa in sicurezza degli stessi. Nell'estate del 2007 la zona attorno alle villette è stata circoscritta con una recinzionemail passaggio pedonale verso il litorale è ancora garantito. Pungolata dall'amministrazione comunale, la proprietà ha annunciato una tempestiva opera di bonifica e ristrutturazione e cosÌ la recinzione a marzo 2008 è stata completata da alti cancelli e solidi muri che impediscono l'accesso anche ai sentieri per il mare.
DISCESE LIBERE
«Non sono mai esistite vere discese a mare poste all'interno della proprietà ma solo sentieri troppo pericolosi per consentirne l'utilizzo. Gli accessi alternativi che abbiamo creato sono più sicuri" ha affermato Luciano Stefanoni, titolare della Vimtur, proprietaria del villaggio in risposta alle proteste dei cittadini. «Ci vogliono far credere ribatte Antonio Ferro, membro del Direttivo nazionale di Legambiente e da anni frequentatore di Guardia del Turco -che hanno lasciato due vie d'accesso ai lati esterni della recinzione, ma sono solo i segni dei bulldozer usati per sistemarla, fra pochi mesi saranno nuovamente coperti dalla vegetazione; inoltre conducono a un costone troppo impervio per poter scendere alla spiaggia». Una storia intricata, sulla quale ha voluto fare luce con un'interrogazione parlamentare Ermete Realacci, parlamentare del Pd.
...SE VIEN RISPETTATA LA LEGGE
La paura è che si possa delineare l'ennesimo caso di privatizzazione di aree di pubblico accesso. «Il 16 febbraio 2001 ricorda Realacci nell'interrogazione rivolta il 21 ottobre 2008 al ministro dell'Ambiente una sentenza della Corte di Cassazione ha colmato un vuoto legislativo dichiarando che nessuna proprietà privata e per nessun motivo può impedire l'accesso al mare alla collettività se la proprietà stessa è l'unica via per raggiungere una determinata spiaggia».
 Senza dimenticare poi gli spettri dell'amianto. Come è stata fatta la bonifica? Le aree circostanti per anni contaminate sono state adeguatamente sanate? «Le operazioni di bonifica afferma Stefanoni hanno ripulito l'area da tonnellate di rifiuti. E l'eternit ancora integro è stato incapsulato a norma di legge». Per il momento l'unica cosa ben visibile è un cartello con scritto "vendesi". Gli scadenti scatoloni prefabbricati faranno posto a lussuose villette. Il piano di tistrutturazione, approvato dalla Regione, dovrà rigorosamente sottostare alle norme del Piano paesaggistico regionale che però ha autorizzato la ristrutturazione di 23 Bungalow su 35, cioè solo quelli provvisti di copertura.
Saranno in vendita a prezzi esorbitanti, giustificabili solo con la possibilità da parte dei futuri acquirenti di usufruire in maniera esclusiva della spiaggia antistante. Ma i proprietari smentiscono. Per ora bisogna aspettare la fine dei lavori, sperando che bellissime spiagge e panorami mozzafiato non rimangano solo privilegio di pochi.

Chiavi di questa notizia: Legambiente