Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
La torre di Nora passa al Comune
29/08/2009
autore: Andrea Piras
Pula. Firmata la convenzione quadriennale, visite guidate all'antico monumento
La Soprintendenza affida la gestione del fortino costiero
Quattro anni e una certezza: la possibilità di rinnovare la concessione appena firmata con cui la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici della Sardegna affida al Comune di Pula la gestione dell'antica torre costiera del Coltellazzo. «Una decisione che aspettavamo da tempo e che ora è realtà», gongola il sindaco Walter Cabasino mentre stringe in mano il documento firmato dal soprintendente Gabriele Tola.
«Al ministero dei Beni culturali avevamo chiesto già tre anni fa di poter amministrare gli spazi di questo monumento che svetta sopra le rovine punico-romane di Nora, ma non avevamo mai ottenuto alcuna risposta favorevole. Nel 2008 e quest'anno c'è stata almeno la possibilità, per molte persone, di visitare gli spazi interni della torre, ma ciò è stato possibile soltanto durante la manifestazione “Monumenti aperti”. Per il resto il Coltellazzo è rimasto chiuso, bloccato. Eppure quindici anni fa era stato restaurato e salvato dal degrado che rischiava di causare diversi crolli, anche nella parte del muraglione perimetrale che ne fa un'assoluta rarità architettonica e diversifica questa torre costiera da tutte le altre presenti in Sardegna», spiega il sindaco.
Adesso le cose sembrano andare per il verso giusto. La Soprintendenza autorizza “l'amministrazione comunale alla gestione degli spazi relativi alla Torre del Coltellazzo al fine di organizzare il servizio di apertura al pubblico per tutto l'arco dell'anno”. Così scrive l'ingegner Gabriele Tola nella lettera di convenzione. Un documento in cui il Soprintendente detta regole ferree e severe. Stabilisce infatti che nei quattro anni della concessione sarà obbligatorio, per il Comune, richiedere l'autorizzazione per qualunque attività straordinaria decida di promuovere all'interno della torre. Non solo. Durante i quattro anni di gestione, l'amministrazione municipale dovrà assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria dopo aver infornato la stessa Soprintendenza. Avrà anche l'obbligo, in relazione all'apertura al pubblico, della messa in sicurezza del monumento e dei percorsi d'accesso. Le parti di ferro arrugginite, in particolare la ringhiera della scala esterna, così come il cancello, dovranno essere sistemati a dovere, come bisognerà intervenire nella cinta muraria che sta subendo fenomeni di erosione in prossimità degli strapiombi. Un elenco di interventi piuttosto lungo, con in testa la manutenzione degli impianti di illuminazione e la messa in sicurezza delle protezioni degli strapiombi per renderli resistenti e idonei durante le escursioni guidate e le visite. Costruita nei primi anni del Seicento, la torre ha un'altezza di 11 metri e un diametro alla base di 12. Nell'Ottocento la sua struttura originale è stata ripetutamente modificata anche con la realizzazione della scala esterna.
«Per noi è un'occasione importante, anche nell'ambito del progetto del Parco archeologico di Nora, Sant'Efisio e dei Quattro mari. Resta, per l'amministrazione municipale, ancora un'incompiuta: il non essere ancora riusciti a ottenere, dal ministero della Difesa, le casermette militari di Nora, quegli edifici che consentirebbero di completare l'ambizioso programma di restituire ai pulesi e comunque alla gente, un sito oggi ancora recintato dal filo spinato», dice Walter Cabasino. Un' isola infelice , come chiamano dalle parti di Pula, questa piccola servitù militare a due passi dalle rovine archeologiche e dal mare.
Chiavi di questa notizia: Beni culturali