Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Redentore, pellegrinaggio tra i rifiuti

28/08/2009

autore: Fabio Ledda

In aumento le discariche nascoste nei boschi dell'Ortobene

Oltre alle grazie personali i fedeli che domani mattina alle 6 partiranno da piazza della cattedrale per arrampicarsi sull'Ortobene fino alla statua del Redentore, potranno rivolgere una preghiera a Dio per illuminare gli uomini contro la loro inciviltà e insipienza. Perché quel Monte che si dice tanto caro ai nuoresi appare abbandonato a se stesso, discarica di cartacce, lattine e bottiglie di plastica, qualche lavatrice arrugginita, materiale di risulta della ristrutturazione di qualche bagno, pneumatici usurati, resti di tubi pirotecnici - o qualcosa di simile - ai pedi dell'altare sotto la statua del Cristo.
INCIVILE INDIFFERENZA Gli amministratori comunali di Nuoro vantano per il mese di luglio, con quasi 643 tonnellate, pari al 73,6 per cento, la cifre da record sulla raccolta differenziata dei rifiuti, ma anche i fedeli che nel giorno della sua festa renderanno omaggio al Redentore anche prima e dopo la messa solenne e la processione previste per le 11, verrà il dubbio che smaltire l'indifferenziato (da indifferenza) sia più comodo lanciare impunemente le buste dal finestrino dell'auto. Per rendersene conto basta uscire dal percorso canonico e, magari, percorrere la strada (ufficialmente vietata al traffico) che porta a ciò che rimane del parco di Sedda e Ortai, addentrasi per pochi metri in qualsiasi sentiero, sporgersi dalle piazzole di sosta. La localizzazione delle discariche è a macchia di leopardo. Sulla strada per Solotti, subito dopo il bivio, la prima piazzola sembra una spiaggia della costa dove fa bella mostra di sé un ombrellone a fiori gettato tra i rovi insieme a cassette di plastica vestiti sporchi e buste. Andando più avanti, dei grossi tubi azzurri attendono di essere ritirati, mentre il sentiero che parte dalla fonte Milianu sembra una piccola latrina, con decine di fazzoletti. Per non parlare di Farcana, dove la piscina chiusa per il secondo anno sembra avviata ormai verso un degrado certo.
Ai piedi della statua, poca sporcizia, ma poco più in là, non mancano buste e piatti di carta e qualche cestino dei rifiuti rotola tra le foglie. Ma le vere discariche sono nascoste nella strada che porta a Sedda Ortai. Se si sceglie di andare verso la casermetta della forestale si trovano subito mattonelle che muratori poco solerti hanno pensato bene di abbandonare impunemente tra gli alberi, insieme a cartoni di pizze e centinaia di salviette monouso. Lasciato il sentiero, poche centinaia di metri più sù, a pochi passi da Sa Radichina, ecco i residui di rete metallica para massi lasciata ai bordi della strada. Ci si affaccia sul pendio e spuntano lavatrici arrugginite, cd, gomme d'auto, pezzi di guard rail, resti di sacchetti di cemento, buste di plastica.
SEDDA ORTAI In quello che un tempo era un parco, è più facile centrare un sei al superenalotto trovare un'altalena funzionate ha la stessa probabilità che trovare un'altalena funzionante. Qui l'ex casetta ristoro con i bagni è in balia dei vandali e degli incivili (inutilmente gli ultimi frequentatori hanno chiesto al Comune che non riesce ad assicurare una gestione decente) di murare almeno porte e finestre, parlare poi di sicurezza in quello che dovrebbe essere il regno dei bambini, è un eufemismo: tombini dei pozzetti di raccolta delle acque al fianco della pista ciclabile assenti, vicino alla pista di pattinaggio un gabbiotto che sembra conservare una stazione di pompaggio, con un pozzo è aperta con i fili che spuntano dal quadro elettrico scoperti, giochi rotti e arrugginiti.

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