Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Raccolta rifiuti. Comune e Gesenu ai ferri corti

28/08/2009

autore: Silvana Sanna

Due milioni di euro di sanzioni: il servizio non soddisfa

SASSARI. Nello stesso pescecane vengono svuotati cassonetti di colore diverso, in barba alla raccolta e allo smaltimento differenziato. Gli ecocontrollori assistono alla scena, parte la segnalazione al Comune. La Gesenu nega ogni addebito, l’amministrazione si fida e blocca l’ennesima penale già in partenza. I tre operai in servizio quel giorno, però, ricevono la lettera di licenziamento. Il perchè se lo domandano i sindacati e anche il sindaco Ganau. L’incontro chiarificatore è in programma lunedì mattina. Se i dubbi non verranno sciolti, martedì sarà sciopero.
 Tra l’amministrazione e la Gesenu, capofila dell’Ati che dal 2006 gestisce l’appalto dei rifiuti, l’aria è tesa da tempo. Di rescissione del contratto, vista la montagna di sanzioni comminate per disservizi (oltre 2milioni di euro), a Palazzo Ducale si è parlato più volte. La legge lo consentirebbe, visto che l’importo delle penali supera di gran lunga la percentuale massima stabilita. L’ipotesi è stata accantonata per evitare di lasciare la città sguarnita in attesa della nuova assegnazione. Ma in Comune si sta già lavorando sul nuovo capitolato d’appalto. Dice il sindaco Gianfranco Ganau: «Ci siamo resi conto subito che quello vecchio non andava bene. In teoria la Gesenu avrebbe dovuto garantire un servizio completo, dal classico svuotamento dei cassonetti al taglio dell’erba sino alla sistemazione dei cestini portacarte. In realtà parecchi servizi erano mal congegnati». Un esempio: il capitolato prevedeva la bonifica di 10 discariche abusive, l’amministrazione ne ha individuato e ripulito più di 200. Anche il taglio dell’erba, invece, era previsto su una superficie minima: dopo un lungo tira e molla, l’incarico è stato affidato a un’altra ditta. Per quanto riguarda lo spazzamento delle strade, invece, si è dovuti intervenire con un’integrazione all’importo originario dell’appalto. Tutto questo, naturalmente, ha un costo. «La Gesenu - dice Ganau - ha pagato penali per i servizi previsti e non effettuati e per quelli partiti in ritardo. La nostra politica sui rifiuti è stata chiara dall’inizio: noi pretendiamo un sistema perfetto. La città è tutto sommato abbastanza pulita. ma ogni volta che qualcosa non funziona siamo pronti a sanzionare».I controlli sono affidati a una pattuglia di ecosceriffi che gira in città e verifica che alle 10 del mattino tutti i cassonetti siano stati svuotati e lavati. Non si fanno sconti: se i contenitori tirati a lucido sono 99 su 100, alla multa non c’è scampo. Le variabili non hanno alcun peso: non conta, per esempio, il traffico caotico che spesso allunga i tempi di percorrenza.
 Gli oltre due milioni di euro di penali sono stati contestati dalla Gesenu. Che ha fatto una controproposta: dividere la città in due macroaree per migliorare il servizio. Il Comune ha già risposto picche: «Non vogliamo due referenti, i problemi aumenterebbero». Si parlerà di questo e di altro nell’incontro in programma lunedì. Nel quale i sindacati chiederanno spiegazioni sul licenziamento dei tre dipendenti della società e sulla valanga di provvedimenti disciplinari a carico dei lavoratori. Che il giorno dopo, martedì 1º settembre, sono pronti a incrociare le braccia.

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