Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Gallura, prati all'inglese nel cassonetto
27/08/2009
autore: Isabella Chiodino
Gli strani scarti vicino a Cala di Volpe e di Dolce Sposa: quel che resta delle operazione di giardinaggio quotidiane nelle maxi-ville
C
entro abitato o periferia, campagne o circonvallazione, strade per il mare o litoranea, lo spettacolo non cambia: rifiuti in ogni dove e di ogni tipo. Mai come quest'anno il fenomeno delle discariche abusive ha assunto proporzioni tanto vaste quanto preoccupanti. A cominciare dai punti di raccolta disseminati in paese, per finire dietro gli arenili delle spiagge più rinomate.
Ad Arzachena , i cassonetti sistemati vicino agli uffici postali in viale Costa Smeralda , tutte le notti, vengono presi d'assalto e coperti di acchetti da cui spuntano cartoni di pizza, bottiglie di vino e birra, scatole di detersivi, insomma, rifiuti tipici della normale vita quotidiana. Che creano una sorta di montagna maleodorante e rappresentano il peggior biglietto da visita per qualsiasi promozione turistica.
Stesso discorso per la circonvallazione, in località Moru , ma qui, peggio ancora, si trovano anche scarti di lavorazione industriale. Percorrendo la strada che porta a Rena , poco distante dal bivio per Palau, invece, si incontra una vera e propria discarica abusiva. Alla faccia di ordinanze e cartelli di divieto messi in bella evidenza nell'area delimitata da una rete. Sull'incrocio, e sulla la cunetta vicina, qualcuno ha pensato di ricavare l'ultimo ricovero di vecchie cucine arrugginite, materassi, letti, sdraio, lavatrici e stufe a gas. E chissenefrega dell'avviso affisso, a pochi passi, sull'utilizzo delle “isole ecologiche” di Naseddu . Anche se a due chilometri dal paese, una ditta specializzata smaltisce gratuitamente i cosiddetti materiali ingombranti per conto dell'amministrazione comunale.
Proseguendo lungo la panoramica di Micalosu (pochi passi da Cannigione ), verso il mare, i bordi stradali ospitano cumuli di plastica e sacchetti di spazzatura gettati dalle auto in corsa. In vacanza, evidentemente, ci si sente più liberi e meno obbligati al rispetto delle elementari regole di convivenza.
Nemmeno la litoranea che porta alle spiagge più affollate viene risparmiata. Subito dopo Tanca Manna i residui di lavorazione dei giardini sono imbustati per bene e in quantità ragguardevoli. Tutto ormai non più recuperabile. Al porto di Cannigione e sul lungomare i cassonetti straripano grazie a chi sta sulle imbarcazioni ancorate in rada.
Così come a Cala di Volpe dove, vicino alla strada sterrata che porta al piccolo pontile di legno, troviamo un bel cumulo di mondezza. Dalle barche, dopo giornate in mare di pranzi e merende, non sono pochi gli avanzi da scaricare. Man mano che si cambia zona cambiano anche i rifiuti. Vicino alle grandi ville di Pantogia e del Pevero, o a poche centinaia di metri dalla piazzetta di Porto Cervo, a Dolce Sposa , il fenomeno rifiuti assume il colore verde dei prati all'inglese. Niente di male se trattati, inseriti in apposite buste di materiale riciclabile e consegnate nei punti autorizzati. Ma forse è troppo costoso.
A luglio, un episodio che si ripete ogni anno. Le fiamme hanno distrutto i cassonetti per la differenziazione e i responsabili ancora non sono stati individuati. Ma nei centri di raccolta dei famosi borghi smeraldini si trovano inerti, scarti di lavorazione dei cantieri edili, tubi, fili elettrici e gli immancabili sacchi con chiome di siepi che non potranno più essere ricompattati.
Eppure ad Arzachena c'è un regolamento di igiene urbana e un'ordinanza, reiterata lo scorso maggio, che impone a residenti e turisti la raccolta differenziata con relative sanzioni per gli inadempienti. Insufficiente la campagna di informazione su modi e tempi di raccolta. Sono queste le osservazioni dei tecnici e dei cittadini sul problema. Il risultato è che in un solo mese la quantità di rifiuti riciclabili recuperata in tutto il territorio comunale si è ridotta della metà. In pratica, il 25 per cento in meno rispetto agli obiettivi fissati dalla Regione.
«È necessaria una forte campagna di sensibilizzazione», dice Giacomo Cossu, comandante della polizia municipale. Difficile, se non impossibile, che i maleducati capiscano le lezioni di bon ton.Chiavi di questa notizia: Rifiuti