Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Tombaroli scatenati Scavi clandestini nel nuraghe Mereu

26/08/2009

autore: Ivan Murgia

Sarroch. Emergenza 

Non c'erano riusciti gli invasori arrivati dal mare, adesso a saccheggiare il nuraghe Mereu ci stanno riuscendo i tombaroli. Innalzato sulla linea di confine tra Sarroch e Villa San Pietro, il monumento antico è diventato la meta degli scavi clandestini dei cercatori senza scrupoli di manufatti antichi, che negli ultimi tempi hanno cercato di penetrare all'interno della fortezza nuragica per buona parte ancora sepolta.
Gli scavi nella parte bassa del nuraghe, ma soprattutto quelli portati avanti nella cima della collina che sovrasta l'intera pianura, testimoniano i frequenti tentativi di raggiungere il cuore della struttura e depredarne gli eventuali reperti. L'importanza che il nuraghe Mereu rivestiva in antichità, è testimoniata dalla posizione strategica occupata, che permetteva alla popolazione nuragica di dominare sia l'intera piana sino alle montagne da un lato, che di prevenire un attacco dal mare dall'altro. Di sicuro, nella zona dove sorge quello che probabilmente era un nuraghe quadrilobato, potrebbe nascondersi una fortezza inespugnabile di una rilevanza archeologica si assoluto livello.
Ai piedi della collina, anche alcune tombe nuragiche sono state visitate dai predatori di oggetti antichi: i massi rimossi nel tentativo di sottrarre alla terra e ai millenni i manufatti sepolti, testimoniano una frequente campagna di scavo clandestina.
«I tombaroli sono la piaga del nostro patrimonio archeologico - ammette l'assessore alla Valorizzazione del territorio, Angelo Dessì - purtroppo, nonostante i tentativi di tutelare i diversi siti presenti in paese, proteggere nuraghi e tombe antiche, non è cosa facile. Per impedire il protrarsi di questo scempio, abbiamo sensibilizzato le forze dell'ordine affinché controllino il territorio e incaricato la compagnia barracellare di pattugliare i siti archeologici più a rischio».
Il nuraghe Mereu non è il solo ad aver conosciuto l'onta della profanazione; anche Antigori, dove l'archeologa Maria Luisa Ferrarese Ceruti scoprì la presenza di ceramiche micenee, è stato preso di mira di tombaroli. Oltre a proteggere i propri tesori, l'obiettivo del Comune è quello di valorizzare i siti archeologici. «Nel piano delle opere triennali è presente una voce che ci permetterà, con la collaborazione della Soprintendenza, di salvaguardare e rendere fruibili i nuraghi», spiega Dessì. «Dopo la recinzione che proteggerà Antigori, promuoveremo degli interventi sul Mereu».

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