Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

«Non staremo a guardare»

26/08/2009

autore: Pasquale Porcu

Turismo, l’assessore annuncia la linea dura a tutela dell’immagine della Sardegna
I cafoni mettono a rischio una campagna da un milione

CAGLIARI. Non alza la voce e non batte i pugni sul tavolo, ma è molto arrabbiato l’assessore regionale al Turismo e sindaco di Berchidda, Bastianino Sannitu. Arrabbiato e indignato. «Ma come? - dice - La Regione ha speso un milione di euro per promuovere l’immagine della Sardegna: dal 7 luglio al 30 agosto abbiamo comperato pagine e pagine sui maggiori quotidiani nazionali. Una promozione che, a detta degli operatori, ha funzionato. Tanto che abbiamo riacciuffato una stagione che sembrava persa. Nella nostra isola, alla fine, sono arrivati molti più turisti di quanti fosse lecito attendersi a causa di una crisi generale dell’economia che non lascia tregua a nessuno. E invece le notizie e le immagini che arrivano in questi giorni dalla Gallura rischiano di vanificare tutti i nostri sforzi, tra auto anfibie che violano spazi che dovrebbero essere superprotetti come quelli del Parco della Maddalena, turisti cafoni che scaricano nelle acque del Parco i rifiuti delle loro imbarcazioni o che fanno diventare autentici immondezzai splendide calette, ristoratori che sparano conti choc che finiscono sulle prime pagine dei giornali nazionali. Mi sembra naturale che, alla fine, chi lavora per mostrare all’esterno una Sardegna terra ideale delle vacanze si possa e si debba arrabbiare».
 Già, ma la Regione che cosa fa? Può limitarsi a stare alla finestra e osservare le imprese dei nuovi vandali o le spiagge invase dai liquami?
 «C’è la ferma volontà, da parte della Regione - dice Sannitu - e dell’assessorato al Turismo in particolare, di intervenire in maniera molto energica e incisiva. Abbiamo subito messo al lavoro i nostri avvocati e stiamo valutando le azioni legali da intraprendere per tutelare l’immagine della Sardegna: dalla possibilità di costituirci parte civile a tutte le altre azioni possibili».
 Sannitu fa sapere che l’indignazione da parte della giunta regionale «è massima» e dovrà essere messa in campo ogni azione che garantisca ai visitatori della nostra isola di godere in pieno di servizi turistici sardi.
 «La settimana scorsa sono stato due giorni in visita al Parco della Maddalena - dice l’assessore - e non credevo ai miei occhi: controlli assenti, carenti o indeguati, esagerata pressione da parte di imbarcazioni e di visitatori, degrado e abbandono in molte località. A Razzoli, a esempio, c’è una caletta da sogno a Porto Madonna, trasformata in un immondezzaio. Credetemi: un vero pugno in un occhio».
 Può essere che il Parco non abbia mezzi adeguati? O che siano insufficienti la ventina di impiegati al servizio dell’ente?
 «Ancora non ho capito quale sia il problema - dice Sannitu - Se è il Parco che non funziona oppure se debba essere messa meglio a punto l’organizzazione di un servizio. Non c’è dubbio che questa situazione debba essere risolta al più presto».
 Ma a parere dell’assessore occorre andare oltre per individuare i punti critici del sistema turistico isolano.
 «E’ necessario che i trasporti e i servizi, in generale, funzionino meglio - dice - La Regione deve essere in grado di coordinare tutti gli attori che possano migliorare l’efficienza del sistema turistico. Bisogna attivare una sinergia che veda lavorare per il conseguimento di un obbiettivo comune Regione, Province, Comuni, Parchi, operatori privati, associazioni di categoria. Per questo motivo organizzeremo presto una sorta di conferenza di servizi per esaminare le criticità del sistema e lavorare fin da ora a preparare la stagione del prossimo anno».
 Il nodo da sciogliere, da anni, è sempre lo stesso: allungare la stagione turistica in Sardegna. Bisogna evitare, insomma, che l’isola venga presa d’assalto in 15-20 giorni d’agosto se vogliamo evitare che l’organizzazione vada in tilt.
 «E quest’anno - precisa l’assessore - porti e aeroporti hanno avuto crescite record (anche se non conosciamo ancora i numeri)».
 «Un fatto è certo - dice Sannitu - i problemi di carattere strutturale devono essere risolti subito. Se analizziamo le emergenze che hanno bloccato la macchina turistica di quest’estate, vediamo che erano e sono tutte prevedibili ed evitabili: i depuratori devono essere efficienti. Che si potessero creare problemi a Baja Sardinia si sapeva: il nuovo depuratore c’è da qualche anno ma dal 2006 attende di essere messo in funzione. Se ci si affida al vecchio impianto, insomma, si sa che potrebbe andare in avaria».
 «E’ vero poi che gli albergatori si lamentano della concorrenza sleale di chi affitta le secondo case - conclude l’assessore al Turismo - Il problema è molto delicato: si pensi che stiamo parlando di un fenomeno che riguarda 25 milioni di presenze, il doppio di quelle che vengono censite ufficialmente. In conclusione è difficile conquistare dieci nuovi visitatori della nostra isola, ma perderne cento è ancora più semplice».

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