Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Cacciatori di cattivi odori a Villasor

25/08/2009

autore: Paolo Carta

Soffia il vento, arriva la puzza: colpa dei rifiuti a Serramanna

VILLASOR L'odore insopportabile arriva all'improvviso. «Prevalentemente nel cuore della notte», spiega Roberto Celestino Matta, 46 anni, impiegato all'Agris regionale. Testimonianza attendibile: «Ho sacrificato sette giorni di ferie per capire la provenienza di quei miasmi che non mi fanno dormire da mesi». Un po' come il personaggio del libro di Patrick Suskind. In un primo momento ha pensato che il responsabile fosse un pollaio, poi la svolta, la più ovvia: «Ho seguito l'odore, in bicicletta, in auto, per le strade di campagna attorno al paese: arriva dal deposito di immondezza del Cisa di Serramanna, due chilometri in linea d'aria».
IL PASSATO Per certi versi è una sorta di rivincita tra i due campanili: «Per 40 anni Villasor ha ammorbato l'aria dei centri abitati vicini quando cominciava la lavorazione delle barbabietole nello zuccherificio», spiega Consalvo Atzori, «i sorresi hanno fatto finta di non vedere quella trave che avevano nell'occhio e adesso si lamentano per questa che in confronto è una pagliuzza».
LA PROTESTA Il discorso non piace a Matta e agli abitanti di Villasor. Dal Municipio è partita una lettera ufficiale di protesta. La riassume lo stesso Roberto Celestino Matta: «La vita nel nostro paese è diventata impossibile. È vero, disturbava anche lo zuccherificio, ma in altri periodi dell'anno, e non d'estate. Ora non possiamo tenere le finestre aperte: se cerchi la brezza per conciliare un pochino il sonno, arriva questo odore che non fa dormire. E tenendo le finestre aperte per accendere l'aria condizionata la situazione non migliora. Il disagio investe l'intero paese di Villasor. Presto raccoglieremo le firme per chiedere alle istituzioni un intervento. Vogliamo sapere se nel deposito del Cisa, dove si lavorano i rifiuti per produrre concime naturale, si seguono tutte le disposizioni di legge in materia di sicurezza e di rispetto dell'ambiente».
NEL DEPOSITO I rifiuti dovrebbero restare a maturare (e puzzare) per 90 giorni all'interno di speciali capannoni prima di diventare compost (che non appesta l'aria) da utilizzare in agricoltura. Il sospetto dei sorresi è che qualche volta non si rispettino in pieno questi tempi e che in questo modo si producano più miasmi che concime. Da qui la richiesta di un intervento dei carabinieri del Nas, del Noe oppure dei tecnici dell'Asl.
IL PERCOLATO Consalvo Atzori non ci sta e spiega che anche lui ha svolto personalissime indagini: «A parte la premessa sui fastidi causati in passato dallo zuccherificio, nessuno deve soffrire per questi odori, né gli abitanti di Serramanna, né quelli di Villasor. Così ho controllato gli impianti, l'arrivo e la lavorazione dei rifiuti umidi. E ho scoperto che davvero esiste un problema. Non riguarda la produzione di compost, ma il trattamento del percolato. Il liquido che fuoriesce dalla lavorazione dei rifiuti è incalanato in un vascone collegato al nostro depuratore, a poche centinaia di metri. E queste cisterne non sono sufficienti per smaltire il prodotto».
I FONDI Il problema, assicura il presidente del Cisa, verrà risolto tra breve: «La Regione - dice Atzori - ci ha già versato 2 milioni di euro per completare gli impianti. Realizzeremo un vascone più capiente per il percolato e completeremo la costruzione dei capannoni per la maturazione dei rifiuti umidi, in modo che i miasmi siano notevolmente ridotti. Senza dimenticare però che i rifiuti prodotti dalla società da qualche parte devono finire e che il nostro impianto non avrà mai l'odore di una fabbrica di profumi».
La speranza dei sorresi è che i lavori vengano completati almeno per la prossima estate. Per poter dormire sonni tranquilli senza il rischio di essere svegliati da un odore insopportabile, nauseabondo: quello dei rifiuti.

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