Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Villaggio abusivo a Sa Rocca Tunda
25/08/2009
autore: Nicola Pinna
San Vero Milis. Cinquantatré lotti: casotti in legno e case mobili, senza concessioni, potrebbero essere abbattuti
Blitz della Forestale e dei vigili urbani vicino al mare
P iù che un villaggio turistico, una gigantesca bidonville. All'interno della grande baraccopoli abusiva, a pochi metri dalla spiaggia di Sa Rocca Tunda, almeno trecento persone anche quest'anno hanno trascorso le vacanze.
L'ACCAMPAMENTO In un'area vasta otto ettari, suddivisa in cinquantatre lotti e nascosta da una barriera di alberi e muretti a secco, gli uomini della polizia municipale e del corpo forestale hanno trovato decine di casotti in legno, roulotte, case mobili e anche qualche costruzione in muratura. Sabato mattina è scattato il blitz: all'operazione, oltre ai vigili urbani e agli agenti forestali, hanno partecipato anche i carabinieri e gli uomini dell'Ufficio tecnico del Comune di San Vero Milis. Nel corso del controllo sono state identificate decine di persone: turisti e villeggianti arrivati dai paesi vicini per trascorrere le ferie a due passi dal mare. Gli accertamenti ancora non sono stati conclusi, ma un fascicolo è già stato trasmesso alla Procura della Repubblica di Oristano. E nei prossimi giorni potrebbero entrare in azione anche le ruspe: proprio della demolizione delle costruzioni abusive si è discusso ieri mattina in un vertice convocato in prefettura.
GLI ABUSI L'accampamento esiste già da diversi anni. All'ingresso della borgata marina di Sa Rocca Tunda ci sono alcune case realizzate con tutte le necessarie concessioni, ma tutt'intorno è sorta la baraccopoli. Nei terreni sono state sistemate vecchie roulotte e anche qualche casa mobile. Qualcuno ha realizzato casotti in legno e in ferro e qualcun altro ha piazzato grandi tendoni. Tutto, ovviamente, senza alcune licenza edilizia e in barba a tutti i vincoli di protezione ambiente e alle norme igieniche e sanitarie. Le case abusive, come accertato dai forestali e dai vigili urbani, non sono collegate alla rete fognaria e tutti gli scarichi finiscono in mezzo alla campagna. In più, sempre secondo le verifiche fatte sabato mattina, intorno all'accampamento c'è un elevato rischio di incendi. I lotti che sono stati trasformati in una sorta di villaggio sono circondati da alberi e cespugli di macchia mediterranea e tutt'intorno gli agenti hanno trovato le tracce di falò e grigliate di pesce. «A far suonare il campanello d'allarme è stata la situazione igienica dell'area - spiega il sindaco di San Vero Milis, Antonello Chessa - La zona è invasa dai rifiuti e ogni giorno i nostri operai erano costretti a ripulire gli immondezzai che spuntavano ovunque. La situazione ci sembrava stesse degenerando e per questo abbiamo deciso di organizzare un controllo coinvolgendo il Corpo forestale e i carabinieri. Il supporto delle forze dell'ordine è stato necessario anche perché i terreni erano protetti da muretti e cancelli».
IL CONTROLLO Dietro la barriera degli eucaliptus erano nascosto una sorta di villaggio composto da una cinquantina di residenze: tra roulotte, casette e casotti. Occupati, secondo la Forestale, da almeno trecento persone. «Si trattava di una vera e propria frazione dotata persino di strade - spiega il comandante provinciale del Corpo forestale Maria Piera Giannasi - L'area, urbanisticamente agricola, era caratterizzata dalla presenza di macchia mediterranea, tanto da classificare alcune zone come aree boscate vincolate paesaggisticamente».
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