Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

L’«anfibio» riprende il largo tra le polemiche

25/08/2009

autore: A. N.

Il caso della jeep a Budelli nelle mani dei giudici e arroventa il dibattito politico

LA MADDALENA. È partito ieri l’industriale tessile Alberto Dubini, 60 anni, assurto agli onori della cronaca per aver violato con il suo Amphi Ranger 2800, il paradiso protetto dell’isola di Budelli. Lui ha lasciato l’isola offeso, ma non lo rimpiangeranno in tanti. Ha puntato la sua auto anfibia verso la Corsica e ha rifatto al contrario il viaggo che lo aveva portato alla Maddalena.
 Era partito dalla Corsica, da Santa Manza, ha costeggiato Lavezzi, per poi spiaggiarsi a Budelli. Là sono iniziati i suoi guai. L’auto anfibia deve rispettare le leggi che il Parco ha emesso all’interno dell’arcipelago nella zona MA di tutela massima. Ora sarà il magistrato a dipanare la matassa, dopo che il Parco ha presentato denuncia alla Procura. «Per danno ambientale - dice Bonanno - che potrebbe costargli una ammenda di 12 mila euro». Il proprietario dice di essere tranquillo. Per ora ha pagato la multa della guardia costiera di 200 euro. La politica regionale si scaglia contro l’invasione anfibia. Il consigliere regionale del Pdl, Mario Diana, propone di sequestrare il mezzo e donarlo al Parco. Durissimo il consigliere del Pd, Silvio Lai. «L’episodio dell’imprenditore lombardo sbarcato a Budelli è l’ennesimo scempio dei beni ambientali sardi. Di fronte a fatti simili nessuna scusa. A nessuno verrebbe mai in mente di entrare in macchina al Colosseo. Occorre una sanzione esemplare. La Giunta regionale si deve costituire parte civile». Ma parte anche una polemica interna. Roberto Zanchetta, assessore Servizi sociali accusa. «Si grida allo scandalo per quest’auto anfibia - dice -, ma non si fa nulla per fermare i mezzi che viaggiano a velocità folli, come l’off shore che si è rovesciato mentre andava a 50 miglia».

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