Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Auto anfibia, fioccano le denunce
24/08/2009
autore: Andrea Nieddu
Il turista milanese dopo il blitz a Budelli: «Non volevo creare problemi»LA MADDALENA. Qualcuno si aspettava di vedere uscire dall’auto anfibia James Bond. Invece a guidare l’Amphi Ranger 2008 sr era Alberto Dubini, 60 anni, imprenditore tessile milanese. Lui è il protagonista dello sbarco a Budelli. Con l’auto galleggiante è arrivato fino all’arenile dell’isola protetta. Con le ruote del suo mezzo ha camminato sopra la spiaggia dei Cavalieri, vicino alla più nota spiaggia Rosa, ma altrettanto protetta. L’industriale si è stupito del clamore mediatico della violazione dell’isola più protetta all’interno del parco. E che non abbia capito la gravità del gesto lo dimostra un fatto: distanza di 24 ore è sbarcato per la seconda volta in una spiaggia. Questa volta meno nobile. A Padule. In pratica sotto una strada del centro abitato. Tra i volti stupiti dei baganti è comparsa la sagoma dell’auto anfibia. Lui ha parcheggiato ed è sceso. Ad accoglierlo ha trovato i carabinieri e la guardia costiera che lo hanno multato, 200 euro, per avere parcheggiato l’anfibio sulla battigia. Sulla carta il mezzo deve rispettare le stesse regole delle imbarcazioni. Non può arrivare sull’arenile. Dubini è rimasto stupito. Lui come tutti i diportisti era andato nwgli uffici del parco e aveva pagato 20 euro per poter girare per due giorni con la sua imbarcazione all’interno dell’arcipelago. Tutto ciò non è bastato a evitargli la multa e una denuncia alla Procura di Tempio. «Non amo la pubblicità e vorrei che la cosa finisse qui - dice Dubini -. Sono venuto alla Maddalena per trovare alcuni amici. Non pensavo di suscitare il caos con una piccola sosta in spiaggia. Preferirei evitare questo tipo di pubblicità, sono una persona molto riservata». Dopo due ore di controlli da parte dei carabinieri e della guardia costiera, nel primo pomeriggio Dubini ha ripreso il mare. Accompagnato da un amico, si è diretto a Santo Stefano, con tanti cambi di rotta per evitare il traghetto di linea.
Il presidente del Parco, Giuseppe Bonanno, ha presentato un esposto denuncia alla magistratura e informato l’assessore regionale all’Ambiente, Giorgio Oppi. Incredibile il tragitto percorso con la macchina galleggiante. Dubini ha detto di aver raggiunto la Corsica con una nave di linea partita da Livorno. Con l’Amphi Ranger si è trasferito a Santa Manza, in Corsica, via terra. Poi ha sfidato le Bocche di Bonifacio passando dall’isola francese di Lavezzi fino a Budelli, nella vietatissima zona “MA”. Là tra lo stupore di yacht e gommoni ha continuato a marciare alla sua velocità di 5 miglia all’ora fino alla spiaggia. Poi è andato via, prima che i mezzi della guardia costiera e del Parco arrivasserro. Infuriato il presidente Giuseppe Bonanno: «L’aspetto più inquietante è che questo mezzo - spiega - secondo quanto comunicato dalla capitaneria, è in possesso di tutti i permessi. Non gli può essere impedito il passaggio nelle zone non soggette a tutela integrale: può creare gravissimi danni ambientali negli arenili e nelle coste. Quanto avvenuto a Budelli è vergognoso. Per fortuna l’azione degli equipaggi del Parco ha consentito di segnalare subito alle forze dell’ordine la violazione delle norme di protezione. Nessun mezzo nautico può arrivare a motore acceso sulle spiagge dell’arcipelago».
Chiavi di questa notizia: Aree protette