Interrogazione urgente al Senato sui danni provocati dal recente intervento
CAGLIARI. Dopo essere diventato un caso europeo (con una interrogazione al parlamento di Bruxelles), il Poetto aproda ora anche senato. Un'interrogazione al ministero dell'Ambiente è stata presentata da quattro senatori (Rossano Caddeo, Ds, primo firmatario). I parlamentari chiedono di sapere come si valutino i lavori di ripascimento. E se «siano state rispettate le prescrizioni impartite dal Servizio difesa mare del ministero ed in particolare l'area di prelievo indicata nel decreto di autorizzazione dell'intgervento». I senatori domandano anche di sapere perchè non è stata rispettata la «necesasria gradualità» e le «ragioni» della non sospensione delle «operazioni di ripascimento dell'arenile dopo l'allarme lanciato dalle associazioni ambientaliste e dalla stampa locale».
Il progetto prevedeva, spiegano, l'allungamento della spiaggia con sabbia simile a quella originaria, quarzosa per l'85 per cento e feldspatica per il 15, proveniente da cave dell'immediato entroterra oppure dai prospicienti fondali marini. Inoltre si prevedeva «un ripascimento graduale, della durata di un biennio, con la continua verifica in corso d'opera della qualità dell'intervento». Mentre i «lavori sarebbero stati eseguiti dall'amministrazione provinciale prelevando il materiale al di fuori dell'area indicata dal Servizio difesa mare del ministero dell'ambiente». Infatti, dopo i lavori il Poetto «ha cambiato volto e si presenta con un sabbione grigio e dalla gronulometria più grossolana». Inoltre «analisi dell'università di Cagliari e di tecnici privati hanno messo in evidenza le differenze tra la sabbia originaria e quella del ripascimento sostenendo, tra l'altro, l'impossibilità di un suo schiarimento».