Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Margherita e Ds lanciano una petizione popolare

24/04/2002

Continuano intanto le denunce sul lungomare: per cambiare la linea di riva occorreva una concessione edilizia


CAGLIARI. Il Poetto continua a preoccupare. I consiglieri comunali della Margherita e dei Ds promuoveranno una petizione popolare per chiedere l'intervento del ministero. Secondo i due gruppi politici di centro sinstra, l'amministrazione muncipale ha gravi responsabilità nella vicenda Poetto in quanto «non ha vigilato e ha lasciato che tutto proseguisse sino agli esiti che sono sotto gli occhi di tutti». La Margherita, inoltre, presenterà un programma dettagliato di intervento sul lungomare: per cercare di «rimediare a quello che è stato fatto sino ad ora». L'opposizione in consiglio comunale, durante il dibattito sul Poetto, aveva chiesto che venisse nominata una commissione di espeerti indipendenti, incaricati di vagliare e verificare quanto fatto sino ad oggi e poi relazionare entro due mesi al Consiglio. Ma la maggioranza dell'assemblea municipale aveva risposto che non era necessario e rimandato il tutto a una nuova assemblea da convocarsi tra un anno. Poco dopo il sindaco, Emilio Floris, e l'assessore all'Ambiente, Gianpaolo Marchi, hanno nominato due esperti per supervisionare il prelievo di una serie di campioni di sabbia da far controllare in un laboratorio internazionale.
Nei giorni scorsi, inoltre, il Crsu (Centro regionale servizi Urbanistici) ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica chiedendo di estendere l'indagine in corso sul ripascimento. In particolare il Crsu domanda di verificare se sia stata rilasciata la concessione edilizia. Infatti, viene affermato, la modifica della linea della battigia e, quindi, del litorale, implica una modifica del territorio. E, secondo le vigenti leggi in materia, è necessaria una concessione edilizia rilasciata dal Comune in cui insiste il territorio interessato. Ma questo «non pare avvenuto», si legge nell'esposto. Non solo: «Poichè il territorio - afferma Alberto Boi, per conto del Crsu - è per sua natura insistente nell'ambito specifico comunale, la legge (...) non contempla l'ipotesi di delibere provinciali, atte a conseguire gli stessi effetti. In ogni caso non risulta l'esistenza di siffatte deliberazioni, nè comunali, nè provinciali». Inoltre «se si considera anche l'aspeetto demaniale, aggiuntivo e complementare a quello urbanistico, compete all'amministrazione dei Labvori pubblici (ora Regione), d'intesa con le amministrazioni interessate e sentito il comune, accertare che le opere stesse non siano in contrasto con lo strumento urbanistico comunale». La magistratura ha già aperto un'inchiesta volta a verificare due aspetti: il primo riguarda la corrispondenza tra il capitolato d'appalto e l'iter dei lavori; il secondo la verifica del sito in cui è stata prelevata la sabbia: per controllare che corrisponda a quel rettangolo indicato.


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