Tuvixeddu, la più grande necropoli punica del mondo, non è abbastanza tutelata e rischia di scomparire. Per questo nei giorni scorsi, dopo l’interesse suscitato presso le istituzioni europee, una delegazione di parlamentari italiani si è recata in visita all’area archeologica in provincia di Cagliari. “Vogliamo scongiurare una ulteriore e grave compromissione del Colle, già martoriato in passato da azioni di trasformazione che ne hanno pesantemente alterato i valori archeologici e paesaggistici – ha spiegato in una nota Legambiente Sardegna – Negli ultimi mesi l’impegno è più gravoso dal momento che è stato riaperto il cantiere della Compresa su Via Is Maglias, per cui abbiamo invitato i parlamentari, che hanno già svolto delle interrogazioni al ministro Bondi, per accertare lo stato dell’area e presentare nuove iniziative per la salvaguardia del sistema paesaggistico”.
Al sopralluogo hanno partecipato Fabio Granata (Pdl) membro della commissione Cultura della Camera, il senatore Roberto Della Seta (Pd) della commissione permanente Beni ambientali e il senatore Francesco Sanna, componente dell’Osservatorio parlamentare su Tuvixeddu. La delegazione dei parlamentari era accompagnata dall’archeologo Alfonso Stiglitz e dal presidente di Legambiente Sardegna Vincenzo Tiana. “I membri del Parlamento hanno potuto accertare lo stato di degrado dell’area anche in piena zona archeologica – spiega Legambiente Sardegna – Si è proceduto inoltre da Via Codroipo ad una visione della immensa cavità del catino provocata dalla devastante attività della cementerai. che ha letteralmente distrutto un migliaio di tombe del Predio Ibba”.
Il sopralluogo ha proseguito con la Visita alla mostra “E a dir Tuvixeddu…” presso il Museo archeologico nazionale di Cagliari accompagnati da una archeologa delegata dalla Soprintendenza. Infine a Palazzo Regio incontro con la vicepresidente della Provincia di Cagliari Angela Quaquero e dell’Assessore Ignazio Tolu, che hanno illustrato l’iniziativa assunta dal presidente Graziano Milia a Bruxelles per richiamare l’attenzione internazionale sulla necessità di salvaguardia del colle.
“I parlamentari hanno valutato di profondo interesse il sopralluogo per gli elementi tecnici che sono emersi e per l’urgenza di intervenire con una qualche efficacia – recita la nota di Legambiente – Hanno stigmatizzato le forti responsabilità delle soprintendenze, che a loro parere hanno disatteso negli ultimi vent’anni l’opera di tutela. Pertanto è stato rinnovato l’impegno di una sollecitazione diretta e urgente nei confronti del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi perché assuma le opportune misure di salvaguardia dell’area e attivi una tavolo di confronto per subordinare le esigenze urbanistiche alla tutela”.
Per l’associazione l’unica via percorribile rimane la creazione di un parco paesaggistico-archeologico che preservi definitivamente il patrimonio culturale del sito. Legambiente è impegnata da oltre 15 anni in una attività di studio e ricerca e promozione di iniziative per la salvaguardia del sistema dei colli di Tuvixeddu- Tuvumannu.