Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Dallo smaltimento ai biogas, i rifiuti diventano un business

19/08/2009

autore: Laura Sanna

Prospettive buone dopo il sì ufficiale alla discarica di Terredda


IGLESIAS. Dai costi di smaltimento ai guadagni dal biogas: il Comune si affaccia sul business dei rifiuti entrando nella gestione della discarica di Terredda (Carbonia). L’impianto sarà gestito dal consorzio dei comuni conferenti a cui Iglesias, nell’ultimo consiglio, ha detto sì.
 Tra i punti all’ordine del giorno dell’assemblea dello scorso 12 agosto c’era infatti l’approvazione dello «schema di convenzione per la costituzione dell’organismo di gestione della discarica e degli impianti di Terredda a Carbonia». La discarica apparteneva alla disciolta Comunità montana e raccoglieva i rifiuti solidi urbani provenienti dai comuni dell’ente. Con un decreto della precedente Giunta regionale - che chiariva la divisione di beni e personale dell’ente disciolto tra diversi beneficiari - Sa Terredda è stata assegnata al comune di Carbonia e questo provocò una querelle tra il primo cittadino del centro minerario e gli altri colleghi di fascia: la discarica è una fonte di reddito importante e tutti i comuni erano interessati a entrare nella gestione. La polemica fu in particolare tra Cherchi, appunto, e Silvano Farris, il sindaco di Buggerru e allora commissario straordinario dell’ex comunità montana, ma si risolse quando fu chiaro che Carbonia aveva avuto solo la gestione dell’impianto in attesa che si fosse costituito il nuovo consorzio di gestione.
 Il comune di Iglesias, oltre a entrare nella gestione di Sa Terredda, è anche proprietario della discarica di Candiazzus, tramite il Consorzio per la zona industriale di interessa regionale di Sa Stoia che ne controlla il 50 per cento, in fase di trasferimento definitivo al comune. Attualmente però Candiazzus - che dovrebbe servire, oltre Iglesias, anche Fluminimaggiore, Buggerru, Gonnesa - non è attiva perché ha esaurito anzitempo la sua capienza e ancora non è stato costruito il secondo bacino: è chiusa dal 2003 quando, a causa dell’emergenza rifiuti a Cagliari anche la spazzatura del capoluogo finì nell’impianto cittadino. La Regione ha approvato qualche mese fa il progetto di ampliamento, con una serie di raccomandazioni sulla riqualificazione del bacino esaurito. Il nuovo modulo potrà ospitare 90 mila metri cubi di rifiuti indifferenziati e, ad esaurimento di questo, è stato progettato un terzo modulo di dimensioni doppie la cui utilità sarà però da valutare al momento dell’esaurimento del secondo. «Le discariche oggi non sono più solo un problema da gestire - commenta il sindaco Pierluigi Carta - ma anche una fonte di reddito, nel caso di Sa Terredda, oggi, e Candiazzus domani. L’impianto di Carbonia apparteneva alla Comunità montana e di conseguenza ai comuni che ne hanno fatto parte, non c’erano ragioni per restare fuori dal suo controllo».

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