05/07/2009
IGLESIAS. Se per far bollire l’acqua basta una parabola «da campo» e con la stessa tecnologia si può cuocere una teglia di lasagne in una scatola di plastica e metallo, allora si può vivere anche senza il petrolio. Ieri mattina è cominciata la seconda giornata del Gsott8, dedicata alla crisi alimentare e di produzione, e tra i prodotti in mostra c’era anche un esempio di pannello fotovoltaico parabolico a cui non serve nient’altro che la luce del sole per far bollire l’acqua nella pentola collocata nel suo «fuoco» (il punto in cui sono convogliati i raggi solari). A fianco anche una sorta di forno che sfrutta lo stesso sistema e la temperatura al suo interno, alle dieci del mattino, era già di 120 gradi. Usabili ovunque, non necessitano di manutenzione o industrie per essere costruiti e infatti nel Benin, uno stato dell’Africa, questa tecnologia è usata in un campo-scuola in cui si insegnano ai ragazzi le tecniche per migliorare l’agricoltura nei propri villaggi. Si chiama Songhai, dal nome di un grande impero nigeriano, perché è stato fondato da un prete originario appunto del Niger, a ricordare che il cosiddetto sud del mondo ha forgiato grandi imperi, e oggi è ancora esempio di «buone pratiche». «Questo è proprio il senso del nostro Gsott8 - dice Franco Uda, presidente regionale dell’Arci - mettere a confronto le buone pratiche, appunto, che ancora si tramandano in Sardegna, nelle attività tradizionali di pesca, agricoltura e pastorizia, con quelle simili che si tramandano nel Sud Est Asiatico, nell’America Latina o in Africa. E spingere perché questo modello diverso di sviluppo abbia spazio nelle scelte politiche». Scelte politiche che non sono necessariamente quelle nazionali perché la sfida è invece quella di promuovere il cambiamento dal basso: piuttosto che la Regione, dunque, i comuni e le provincie sono chiamati all’impegno. Così tra gli esempi capita quello della provincia del Medio Campidano con il suo presidente Fulvio Tocco che ha raccontato come la lana di pecora, che ormai nessuno compra più, sia stata trasformata in un coibentante, togliendo l’impiccio dello smaltimento ai pastori e trasformandosi in prodotto vendibile sul mercato. «La sfida per il futuro dell’economia sostenibile, equa e solidale è sviluppare le filiere - aggiunge Alberto Zoratti, dell’associazione Fair - le piccole economie che nascono e si mettono in rete danno ai cittadini la possibilità di scegliere e offrono l’assoluta trasparenza del percorso fatto dal prodotto: scegliere, in questo caso, significa anche assumersi delle responsabilità». E tra le aziende presenti c’era anche Terramanna, progetto della precedente giunta regionale finalizzato al recupero dei detenuti. Un altro segno della partecipazione delle comunità locali al Gsott8. Non è poco.Chiavi di questa notizia: Maddalena