Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Nel Sulcis il G8 di chi non ha voce

04/07/2009

autore: Cinzia Simbula

Iglesias. Antonio Tricarico, Mani tese: «C'è la necessità di percorrere strade diverse»

Al summit alternativo ci sono i rappresentanti di 40 Paesi

 I l buffet di fine convegno viene servito usando piatti di ceramica e bicchieri di vetro. Il comodo “usa e getta” sarebbe stato fuori luogo ieri a Monteponi, una delle location scelte per il "Gsott8", iniziativa approdata da giovedì nel Sulcis Iglesiente e nel Medio Campidano per parlare tra l'altro di come anche i comportamenti quotidiani di ciascuno possano essere determinanti per arginare fenomeni quali inquinamento, ingiustizie sociali, mutamenti climatici.
NIENTE SPRECHI La regola principale è un no deciso allo spreco. “Gsott8” in contrapposizione al “G8”; i “piccoli” contro i “grandi” della terra; l'informale in antitesi alle passerelle dei big. E questa zona della Sardegna è stata scelta non a caso dagli organizzatori: Mani tese, Arci, Legambiente, Consulta delle associazioni per il Parco geominerario con il patrocinio delle amministrazioni provinciali di Carbonia Iglesias e Medio Campidano, i Comuni capoluogo e ancora Guspini, Arbus, Villamassargia, Pabillonis e Carloforte, il Consorzio per il parco geominerario e l'Igea. «Avevamo pensato a questi luoghi in contrapposizione allo sfarzo de La Maddalena dove inizialmente era stato programmato il G8 - spiega Antonio Tricarico, di Mani tese - poi, anche quando è stato spostato in Abruzzo abbiamo deciso di confermare la sede. Per rispetto nei confronti della Sardegna e anche perché questo è un luogo emblematico di come tante scelte possano lasciare segni indelebili. Oggi più che mai c'è la necessità di percorrere strade diverse».
I LUOGHI Proprio partendo dal basso, dai comportamenti quotidiani di ciascuno. «Il Gsott8 e questi luoghi danno spazio alla gente. Mentre il G8 è un club esclusivo noi qui nel Sulcis siamo in uno spazio aperto, un mercato di idee», dice Nnimmo Bassey, architetto, scrittore e poeta nigeriano nonché direttore di Environmental rights action, organizzazione che lavora contro gli impatti negativi dell'estrazione petrolifera in Nigeria.
I PROBLEMI «Parliamo degli stessi temi trattati al G8 ma dalla parte di coloro che non hanno voce - puntualizza Franco Uda, dell'Arci regionale - la globalizzazione ha prodotto forti contraddizioni, noi da questa zona della Sardegna vogliamo rilanciare la riscoperta dell'identità, ma un'identità che renda coscienti della propria storia e delle proprie ricchezze aprendosi al mondo e non creando delle barriere. Non a caso sono presenti i rappresentanti di 40 popoli».

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