Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna
Auto rubate inghiottite dal mare
12/08/2009
autore: Nadia Cossu
La Polstrada scopre un cimitero al largo di Biderosa: 5 denunceOROSEI. L’operazione si chiama «Aquaparking», letteralmente parcheggio in acqua. Non si tratta però, come potrebbe sembrare, di un servizio offerto ai clienti delle spiagge. A Orosei, a due passi da una delle più belle oasi naturalistiche della Sardegna, Biderosa, la polizia stradale di Nuoro ha scoperto una singolare discarica di auto rubate e riciclate. Una decina di veicoli inabissati a una profondità di trenta metri, legati tra loro da una catena, finiti lì non si sa come e perché. Alcuni gettati in mare privi di diversi pezzi, altri ancora intatti. «Non ci risulta essere mai avvenuto in Italia un ritrovamento di questo tipo», dice la polizia. Lo smaltimento delle auto, infatti, avveniva a trenta metri di profondità e a un chilometro e mezzo dalla costa. Qualcuno ce le portava, ci voleva del tempo e dei mezzi adatti.
Nell’ambito della stessa operazione cinque persone sono state denunciate a piede libero per ricettazione, riciclaggio, truffa e reati ambientali. Si tratta di A.C., 43 anni, e della sua compagna M.P., 43, titolari di un diving a Cala Ginepro, A.F., di 39, autotrasportatore, e un altro A.C., fratello del primo, tutti di Nuoro, oltre a P.M.B., 40 anni, casalinga di Orosei. Quella della squadra di polizia giudiziaria è stata un’indagine complessa. Non ancora conclusa. Un’attività portata avanti con la collaborazione dei sommozzatori della polizia di Stato, di un elicottero del reparto volo di Abbasanta e della polmare di Olbia.
«Nelle diverse ispezioni in volo durate mesi - ha spiegato il comandante della polizia stradale di Nuoro, Antonio Pigozzi - abbiamo notato delle chiazze scure in quel tratto di mare. I sommozzatori sono scesi in profondità, a circa trenta metri, e hanno fatto questa scoperta clamorosa». Dal fondale sabbioso spuntavano delle auto «cannibalizzate», un segno inequivocabile, secondo gli investigatori, della loro provenienza. Veicoli rubati.
In particolare, grazie al controllo accurato di una delle vetture, una Lancia Thema, si è risaliti al vecchio proprietario. Da qui è partita l’inchiesta per furto e riciclaggio di auto con le prime perquisizioni domiciliari a Cala Liberotto. Una di queste proprio nel centro di immersioni subacquee di A.C.
Nel suo terreno la polizia ha trovato un monovolume Volkswagen Sharan, completamente smontato, rubato alcuni mesi fa a Nuoro. Durante il controllo è stata anche sequestrata una Fiat Punto «riciclata con un autoveicolo dello stesso modello rubato sempre nel capoluogo barbaricino - ha spiegato Pigozzi -. Alla macchina era già stata sostituita la sigla del telaio». Sequestrato anche un miniescavatore e cinque grossi silos galleggianti che, secondo la polizia, potrebbero essere stati utilizzati per trasportare via mare le pesanti auto. Tra quelle ritrovate c’erano anche un Suv e dei fuoristrada. Resta ora da capire perché qualcuno avesse creato una discarica di quelle dimensioni in mezzo al mare. Non era certo il modo più veloce per liberarsi di auto rubate. E neppure il meno evidente. D’altra parte i relitti, o comunque cumuli di carcasse, costituiscono un habitat ideale per i pesci. Ripopolamento della fauna marina come attrattiva turistica? Le indagini della polizia stradale sveleranno molto presto cosa si nasconde dietro il cimitero di auto in mare. Resta un danno ambientale di non poco conto. A breve è prevista la bonifica dell’area.
Chiavi di questa notizia: Aree protette