Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Chioschi dei ricci: demolizione in vista

12/08/2009

Sanatoria impossibile, il Comune chiedeva il ripristino degli spazi davanti al lido

CAGLIARI. I chioschi-ristorante dei ricci sul lungomare Poetto sono destinati alla demolizione. Dopo il sequestro giudiziario dei sette capanni costruiti a Quartu, il pm Gaetano Porcu si prepara a disporre lo stesso provvedimento per i tre che fanno capo a Cagliari.
 Completata questa fase del procedimento penale - le accuse sono di abuso edilizio, occupazione arbitraria di suolo pubblico e reati ambientali - il lavoro del magistrato dovrebbe registrare un’accelerazione già alla fine di settembre, quando l’inchiesta volgerà al termine. Nel frattempo continuerà il dialogo tra gli operatori finiti nel mirino della Procura e l’amministrazione quartese, alla ricerca di un accordo che ormai appare sempre più lontano. Il sindaco Gigi Ruggeri aveva proposto il ripristino del lungomare, con l’ipotesi di mettere in piedi una nuova schiera di piccoli ristoranti in materiali leggeri e sulla tipologia dei vecchi casotti. Il progetto, sul quale i ricciai sono apparsi divisi, implicherebbe un investimento pesante da parte dei privati. Ma a questo punto l’iniziativa della Procura sembra aver spento sul nascere qualsiasi speranza di arrivare a una soluzione concordata: i segnali che filtrano da piazza Repubblica sembrano indicare la via giudiziaria come la sola possibile per rimettere ordine al Poetto, dove l’anarchia commerciale ha regnato inspiegabilmente per molti anni. Se gli abusi edilizi e i reati ambientali hanno tempi di prescrizione brevi, è l’accusa di occupazione abusiva di suolo pubblico a inchiodare i dieci operatori a responsabilità conclamate, che le verifiche compiute dai carabinieri del Nas coi vigili urbani, contenute nel rapporto consegnato alla Procura, sembrano confermare.
 Da qui all’ordine di demolire i chioschi il passo non dovrebbe essere lungo, perchè gli abusi commessi condizionano anche gli aspetti igienico-sanitari. I ricciai lavoravano sul litorale senza una concessione valida, Quella del comune di Quartu è risultata scaduta nel 2006. Gli abusi edilizi ci sono e in molti casi sono clamorosi. Superfici raddoppiate, strutture costruite senza autorizzazione, persino aree verdi realizzate in totale autonomia e fuori da qualsiasi linea d’indirizzo comunale. Ora si tratta di stabilire a quando risalgano gli abusi edilizi, alcuni infatti potrebbero essere prescritti. Diverso il discorso che riguarda l’occupazione illegale del suolo pubblico, l’altra accusa per la quale sono indagati i sette titolari dei chioschi-ristoro: qui la prescrizione non c’è.

Chiavi di questa notizia: Poetto