Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

In spiaggia col portacenere

10/08/2009

autore: P. L.

Quella di abbandonare i mozziconi di sigaretta nella sabbia è una prassi diffusa. Specialmente d'estate, quando le spiagge brulicano di bagnanti e molti sono fumatori incalliti che non rinunciano alla boccata nemmeno quando l'afa è insopportabile. Per questo motivo l'associazione ambientalista Marevivo ha deciso di lanciare una campagna ad hoc, finalizzata a spingere i tabagisti a usare il portacenere anche sotto l'ombrellone. Sabato e ieri nelle principali spiagge italiane sono stati distribuiti gratuitamente 40 mila posacenere portatili. In Sardegna l'iniziativa ha interessato le spiagge di Chia e Villasimius oltre al Poetto di Cagliari, dove il compito di distribuire i posacenere è stato affidato ai bagnini dello stabilimento Emerson.
L'INIZIATIVA «È una campagna», spiega il capobagnino Nuno Vaz, 35 anni compiuti ieri, «patrocinata dal ministero dell'Ambiente che si prefigge di sensibilizzare i bagnanti su un problema molto serio». Un problema che all'Emerson è particolarmente sentito, al punto che lo stabilimento della Quarta fermata è stato il primo (un mese fa) a introdurre la raccolta differenziata e si era già premurato (da giugno) di distribuire i posacenere ai suoi clienti. «L'iniziativa di Marevivo», riprende il bagnino portoghese, «ricalca la nostra. L'utilità è indubbia e la risposta della gente c'è già stata». Ieri mattina in tanti si sono avvicinati ai bagnini per ritirare il portacenere. «Adoro il sigaro e lo fumo anche in spiaggia», confessa il cagliaritano Clemente Pisu, «il posacenere ce l'avevo già, ma dato che c'ero ne ho preso un altro. L'iniziativa è lodevole e mi auguro che abbia successo».
RIFIUTI «A fine serata dobbiamo ripulire lo spazio di nostra competenza», riprende Vaz, «e ogni volta troviamo la zona sporca, anche se mai come la spiaggia libera». «A giugno il Poetto era più sporco», sostiene Daniele Sollai, 29 anni, habitué del Marino, «poi la situazione è migliorata». «Vado in stabilimento e la sabbia è sempre in ordine», afferma Massimo Zeullo, 40 anni, «la spiaggia libera non la frequento da anni, per cui non posso esprimermi». «Il Comune pulisce regolarmente», assicurano Piera Musiu e Giulia Manunza, «il problema è l'inciviltà della gente. Per avere un'idea dello schifo che c'è bisogna venire al Poetto dopo le 20,30: è pieno di cicche, cartacce e bottiglie». Roberto Carta ha 40 anni e risiede a Verona. «Mancavo da Cagliari da 10 anni. Come ho trovato il Poetto? Sempre uguale: sporco». L'unica voce fuori dal coro è quella di una turista barese. «Rispetto alle spiagge delle mie parti», sostiene Maria Grazia Dipierro, «quelle sarde sono di gran lunga più pulite».

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