Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Bagni proibiti nel parco marino protetto
10/08/2009
autore: Caterina Fiori
Alghero. Due divieti di balneazione nell'area di Porto Conte e nella borgata di San Giovanni
Spuntano due divieti di balneazione lungo le coste della Riviera. I prelievi effettuati dai tecnici dell'Arpas confermano lo stop ai bagni nei pressi del canalone di San Giovanni e, come new entry, anche a Porto Conte, dove scarica il depuratore di Maristella.
Da Porticciolo a Poglina, invece, il mare si conferma cristallino. Eppure gli operatori balneari hanno segnalato più di una criticità sul lungomare verso Fertilia. Anche se le analisi di laboratorio compiute mensilmente escludono l'inquinamento, a molti non è sfuggito il fenomeno dell'acqua torbida nell'ultimo tratto di spiaggia antistante lo stagno del Calik. Sulla riva il fondo è limaccioso e in superficie spesso si nota della schiuma bianca.
La situazione delle acque della borgata è un vero mistero, come ammette lo stesso primo cittadino Marco Tedde. Del caso si sono occupati sia la capitaneria sia i carabinieri con il nucleo dei Noe. Ma non sono emerse tracce di inquinamento. L'acqua risulta pulita, anche se dal punto di vista estetico non si presenta bene.
Il sospetto di alcuni è che a compromettere la qualità del mare sia il nuovo depuratore di San Marco che scarica parte dei liquami trattati nel rio Filibertu, affluente dello stagno. L'impianto, costato diciannove milioni di euro, è in funzione da pochi mesi e l'inconveniente dell'acqua torbida si è manifestato solo quest'anno, per la prima volta.
Dagli uffici Ambiente e Ecologia di Sant'Anna riferiscono al riguardo che l'acqua trattata dal depuratore è praticamente potabile, allontanando così i dubbi sul cattivo funzionamento dell'impianto.
I campionamenti eseguiti finora non hanno rilevato rischi per la salute pubblica, ad eccezione del tratto dove sorge il vecchio molo della Finanza, nel cuore del parco di Porto Conte. Qui il primo indiziato, invece, è proprio il depuratore di Maristella, da sempre caratterizzato da un cattivo funzionamento con dispersione di liquami in mare nei periodi di sovraffollamento della borgata.
La struttura sarebbe omologata per duemila e cinquecento abitanti, ma è risaputo che in estate sopporta un carico di lavoro pari al doppio anche a causa dell'abitudine di alcuni alberghi di accumulare i liquami in vasca prima di svuotarli nella condotta fognaria costringendo il vecchio impianto a fare gli straordinari. L'Amministrazione conosce i limiti dell'apparato e per questo ha investito ingenti risorse per trasformalo in una stazione di pompaggio.
Il rischio di inquinamento non è da trascurare, in un area sottoposta a tutela assoluta e interessata dall'istituzione di una riserva marina nazionale e da un parco regionale terrestre.
Chiavi di questa notizia: Aree protette