Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
G8, i mega cantieri degli sprechi
09/05/2009
autore: Vito Fiori
La Maddalena. Emergono altri particolari dopo l'apertura dell'inchiesta dei magistrati fiorentini
Q uel solaio del centro conferenze nell'ex arsenale militare di Moneta, poco meno di diecimila metri quadrati, era fuori quota. Cioè, non andava bene, era storto, sbagliato. Nessun problema, che li hanno inventati a fare i martelli pneumatici? Così, quell'enorme lastrone di cemento armato è stato demolito. D'altronde, nel mega appalto per la ricostruzione delle ex strutture della marina, 500 mila euro in più non avrebbero cambiato nulla. La solita storia, insomma: roba di governo . A raccontare l'episodio, uno dei tanti che costellano i cantieri del G8 che mai ci sarà, sono stati alcuni operai. Ma, appunto, è solo un esempio, per quanto significativo, degli sprechi registrati nell'isola durante i lavori di preparazione per il vertice dei grandi della terra. E che dire dei sacchi di cemento lasciati sotto la pioggia e poi buttati in discarica perché inutilizzabili?
Troppa fretta e pochi controlli, operai stressati dai turni notturni e dagli straordinari, che non si risparmiavano pur di avere qualche soldo in più, e questo è anche comprensibile. Il problema è che non si risparmiava su nulla, come se non bastassero gli altissimi costi di costruzione. La Procura di Firenze, come anticipato dal settimanale L'Espresso da ieri in edicola, sta già indagando sulla procedura d'urgenza che ha determinato l'affidamento degli appalti. Argomento solido per un'inchiesta che è solo all'inizio e che potrebbe riservare molte sorprese.
Ci sono molte, troppe cose che non tornano. Si potrebbe anche dire che si è partiti con il piede sbagliato già dal primo momento. Non è un caso se l'Ispettorato del lavoro abbia aperto un fascicolo sul reclutamento della forza lavoro. La Cgil aveva scoperto, e denunciato, una situazione ai limiti del dramma.
Operai senza contratto e, quindi, senza alcuna copertura assicurativa, caporalato diffuso grazie alla presenza di moltissimi stranieri ad aprire le porte agli sfruttatori della disperazione. Adesso i lavori volgono al termine, a fine mese saranno consegnati ma nessuno oggi è in grado di dire cosa succederà.
I dubbi della Mita srl, società del gruppo Marcegaglia che ha ottenuto la gestione del nuovo albergo con annesso porto turistico realizzato nella darsena, non inducono all'ottimismo. E non va dimenticato che la “Marina di Porto Rotondo” (gruppo Molinas) e “Delphina” (gruppo Peru e Muntoni) hanno presentato un ricorso al Tar del Lazio, sempre per una questione legata alle procedure d'appalto.
Il segreto di Stato sulle opere decadrà dal prossimo 20 maggio - perché non dal giorno in cui si è deciso di spostare la sede del G8? - e questo allungamento dei termini serve a giustificare la presenza a La Maddalena del battaglione San Marco, altri costi da aggiungere. In compenso, sono andati via gli agenti della Digos. Non c'era più bisogno di loro, nell'arcipelago non arriveranno no-global e black bloc. Resteranno, questo sì, solo i lunghi strascichi dell'inchiesta giudiziaria e la grande delusione dei maddalenini.
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