Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Gallura, addio al summit senza rimpianti

26/04/2009

autore: Alessandra Carta

I manager della Costa Smeralda e dintorni: «Sarebbe stata una bella vetrina, ma è giusto così. Ora pensiamo al meeting sull'ambiente»

 N essuno si nasconde dietro un dito, e nemmeno ha voglia di farlo. Ma la premessa («il G8 di luglio sarebbe stato un'eccezionale vetrina sul mondo») lascia spazio a reazioni diverse dalla rabbia. «La decisione di spostare il summit all'Aquila non si può contestare. È giusto aver fatto prevalere le ragioni della solidarietà, per la Sardegna nulla è perduto». Le voci arrivano dalla Gallura, lì dove il turismo fa girare l'economia e vale migliaia di buste paga. Lì dove, adesso, si punta al vertice d'autunno: sempre alla Maddalena gli otto grandi del pianeta dovrebbero confrontarsi sull'ambiente, come promesso dal premier Berlusconi. «Sarà una prova di destagionalizzazione», dicono imprenditori e top manager, tutti sardissimi.
COLONY CAPITAL Renzo Persico, l'avvocato cagliaritano prestato al business, presiede il Consorzio Costa Smeralda: 4mila condomini nel lusso di Porto Cervo, il borgo passato nel 2003 alla Colony Capital del magnate americano-libanese Tom Barrack. Intanto ci sono ragioni del cuore: «L'Aquila - sottolinea Persico, oggi seduto sulla poltrona che fu del principe Aga Khan - è adesso la capitale italiana del dolore. Bisogna essere solidali».
Sulla partita economica, ossia il rischio che La Maddalena perda il treno della riconversione, l'avvocato è ottimista: «Il Governo ha assicurato strumenti e terapie per non lasciare indietro l'isola. Noi sardi dobbiamo essere bravi a non spegnere il faro mediatico su La Maddalena: in questi mesi ha già recuperato nel mondo un'immagine di luogo del mito». Persico, che al G8 degli industriali ha incontrato il premier, sposa l'idea di tenere nell'arcipelago il summit sull'ambiente: «Il tema si presta ancora meglio alle peculiarità del territorio. A settembre, peraltro, i turisti hanno già celebrato il loro rito».
STARWOOD Dal colosso di White Plains, nel Connecticut (750 alberghi, di cui quattro gestiti in Costa Smeralda), parla il general manager Franco Mulas: «Non si può negare che il G8 di luglio, a costo zero, sarebbe stato per La Maddalena un'incredibile opportunità commerciale e di marketing. Ma lo spostamento all'Aquila è inappuntabile: una scelta di grande importanza umana». Mulas fa appello alla Regione perché «continui a dare una mano per promuovere la Sardegna», in vista del probabile summit sull'ambiente: «Approfittiamo di questi mesi per migliorare la macchina organizzativa e mettere in rete anche l'enogastronomia. Una sfida nella sfida, ma ricordiamoci che si può tutto».
Di certo il G8 mancato non avrà contraccolpi sulla stagione Starwood: «Un'agenzia - dice il manager - ci aveva contattato per prenotare delle camere. Ma, a onor del vero, non è seguita una richiesta ufficiale». La Starwood, insomma, non ha cambiato tabella di marcia con habitué e nuovi ricchi, pronti a sbarcare in Costa Smeralda.
SPERANZE D'AUTUNNO Alla Sardinia yacht service, che fa business col noleggio di vere e proprie regge galleggianti, l'idea del G8 a luglio non ha mai suscitato entusiasmi. Il patron Renato Azara lo conferma: «Proprio in un mese chiave della stagione turistica, rischiavamo pesanti restrizioni. Nessuno nega che il vertice sia una vetrina internazionale: ben venga l'appuntamento in autunno, ci aiuterà ad allungare la stagione».
All'obiettivo guardano anche da Porto Rotondo, dove Gigi Barbanzellu, agente immobiliare con clientela vip, plaude alla decisione del premier: «Il turismo sardo deve puntare anche sui mesi di spalla, speriamo che il G8 sull'ambiente inauguri un cambio di passo per il settore. Della Maddalena, comunque, si è parlato per mesi. Sono sicuro che non verrà dimenticata, ma una mano agli abruzzesi bisognava darla».

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