Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Ma il sindaco continua a sperare

25/04/2009

autore: S. L.

Angelo Comiti polemizza e lancia una proposta attraverso il governatore Cappellacci

LA MADDALENA Notte da incubo quella trascorsa dal sindaco Angelo Comiti. Col passare delle ore, ha dovuto realizzare che il trasferimento del G8 a L'Aquila non era, come lui riteneva, “fantascienza” ma realtà, per lui piuttosto dura da accettare e affrontare.
Pessima nottata che ha comunque portato consiglio e ora ha una sua proposta da avanzare a Palazzo Chigi, passando per viale Trento, affidandola cioè alla mediazione del governatore Ugo Cappellacci. «Le motivazioni del trasferimento adottate da Berlusconi non convincono me e, credo, non dovrebbero convincere nessuno. Mi sembra una specie di escamotage populista per raggiungere un obiettivo che sinceramente mi sfugge. Giustissimo dare concreta solidarietà all'Abruzzo che ha bisogno di risorse per fare presto e bene. Sono stati stanziati ieri otto miliardi e mi sembra più che giusto. Sono altrettanto certo, però, che l'Abruzzo abbia bisogno di tutto meno che del G8». Lunga premessa per arrivare al dunque, alla soluzione che per lui potrebbe portare alla quadratura del cerchio. «Si dice che noi non ospiteremo più il summit di luglio ma quello autunnale dedicato all'ambiente. Sarebbe più logico fare il contrario: lasciare a La Maddalena le giornate conclusive del G8 a presidenza italiana e convocare a L'Aquila il successivo vertice. Questo perché il sisma è una grande tragedia provocata dalla natura e quindi una questione strettamente legata all'ambiente. Sarebbe una testimonianza concreta della volontà di porre rimedio agli errori dell'uomo, all'insipienza con cui sfrutta il territorio accentuando i danni dei fenomeni naturali».
Continua a sperare, Comiti. E per salvare il futuro a breve termine, usa credenziali del passato remoto e prossimo. «Il G8 è stato voluto qui da due presidenti del Consiglio, Prodi e Berlusconi. Non bisogna dimenticare che fu proprio l'attuale premier ad impegnarsi per la riconversione turistica della nostra isola».
Con o senza l'arrivo degli otto grandi del pianeta, resta da capire cosa la Maddalena guadagnerà o perderà da quel che finora è stato fatto e che, giura il Governo, verrà comunque portato a termine. «L'appuntamento di luglio nasce da un progetto politico e istituzionale. Sono stati investiti trecento milioni di euro dei sardi, perché sono soldi loro e non di altri, per realizzare opere importanti che ora restano nella totale incertezza per quanto riguarda l'ultimazione, l'utilizzo e la destinazione d'uso. A questo proposito non va dimenticato che non è stata presentata alcuna offerta nella gara di affidamento dell'ex ospedale militare. Al bando per l'ex arsenale, destinato a diventare il più importante polo nautico e alberghiero del Mediterraneo, ha partecipato solo il Gruppo Mita della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ora considera indispensabile ridiscutere il tutto». Le preoccupazioni del sindaco vanno oltre la zona rossa del G8. «Noi abbiamo affidato alla Protezione civile anche le opere collaterali nel centro urbano, dalla riqualificazione del fronte mare a quella del centro storico e la realizzazione di sottoservizi e altro. Tutti elementi indispensabili perché La Maddalena possa spiccare il volo nel turismo di alto livello». Paure sì, e qualche rassicurazione. «Protezione civile e Regione mi hanno detto che i lavori saranno portati a termine». Non è molto ma lo aiuterà a dormire sonni più tranquilli.

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