Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

«Chiediamo garanzie sulle infrastrutture»

25/04/2009

Mentre Calvisi e Meloni (Pd) ipotizzano conseguenze, Confindustria sollecita il rispetto dei patti

In Sardegna c'è chi - dall'opposizione - prospetta scenari apocalittici. Con perdite svariate centinaia di milioni di euro. Ma anche in maggioranza c'è chi definisce illegittimo lo spostamento del G8 all'Aquila e chi più pacatamente - come nel caso degli industriali - chiede il completamento delle opere avviate.
GLI INDUSTRIALI Il presidente di Confindustria Sardegna, Massimo Putzu, dopo aver confermato la solidarietà della sua organizzazione alle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal sisma, ha chiesto al presidente della Regione Ugo Capellacci di attivarsi nei confronti del governo nazionale per avere, soprattutto, certezza sul completamento di opere, interventi e infrastrutture previste per il G8 alla Maddalena. «Dopo la chiusura della base Usa, il G8 doveva costituire l'occasione per intervenire sul territorio della Maddalena», dice Putzu, «per favorire la sua riqualificazione e creare l'occasione per uno sviluppo duraturo. Molte opere sono state realizzate, altre vanno completate, assicurando i pagamenti e le risorse necessarie. L'eventuale blocco avrebbe infatti ricadute estremamente negative sull'intero sistema economico che ha investimenti in corso per l'evento». Il leader degli industriali chiede anche che vengano risarciti i danni agli operatori economici colpiti dalla cancellazione del G8.
IL PD Secondo Giulio Calvisi, deputato dei Democratici, dalla prima e parziale stima delle perdite emergerebbe una vera catastrofe. «In prima battuta, si registrerebbe l'abbandono definitivo del progetto di inserire con le procedure accelerate dai lavori del G8 le cosiddette opere collaterali: Olbia-Sassari, allungamento della pista dell'aeroporto di Olbia, svincolo del fiume Padrongianus, spostamento della stazione di Olbia, costruzione del molo di levante a Porto Torres. Danno complessivo per la Sardegna: 522 milioni di euro. Tecnicamente il Governo non può più inserire questi lavori in un G8 che non si farà. Potrà promettere che si faranno secondo le procedure ordinarie, ma saranno lavori lunghi e non di immediata fattibilità». Sempre secondo Calvisi, «verrebbe meno il trasferimento delle opere di ricezione alla Maddalena: 225 milioni». Inoltre, «sarà impossibile inserire La Maddalena nel circuito turistico internazionale in seguito alla mancata esposizione pubblicitaria dell'isola nei mass media di tutto il mondo nei giorni del G8». Secondo l'ex segretario dei Ds sardi, i cantieri in corso, dove i lavori procedono giorno e notte, si bloccheranno nel giro di pochi giorni e perderanno il lavoro circa 500 persone». Il consigliere regionale Marco Meloni attacca il governatore: «Cappellacci, anziché felicitarsi nel momento in cui l'intera economia regionale subisce un'autentica rapina che sfiora il miliardo di euro, pretenda il mantenimento degli investimenti nei tempi previsti e il risarcimento degli ingentissimi danni subiti». Duro anche Francesco Sanna, senatore del Pd: «La riprogrammazione degli interventi va sondata meglio. Non si vuole risparmiare solo sulla sicurezza, ma si vuole recuperare cassa proprio sui lavori, che saranno rallentati se non bloccati dalle previsioni del decreto legge. Vedo in forse anche il G8 dell'Ambiente».
FLORIS Il presidente della commissione Autonomia e leader dell'Uds, Mario Floris, contesta la «legittimità» istituzionale della decisione di trasferire il G8 dalla Maddalena all'Aquila. «Contestiamo la legittimità istituzionale della decisione. C'è stata, infatti una palese violazione dello Statuto sardo, che è legge costituzionale, e che all'articolo 47, comma 2, prescrive l'intervento del presidente della Regione alle sedute del Consiglio dei ministri quando si trattano questioni che riguardano particolarmente la Sardegna. Ciò non è avvenuto e ha impedito al presidente Cappellacci di conoscere in quella sede i provvedimenti che riguardano la Sardegna e il G8». L'ex presidente della Regione aumenta la dose: «Il tardivo faccia a faccia tra il premier Berlusconi e il presidente Cappellacci dovrà, perciò, tenere conto non solo delle prerogative istituzionali della Sardegna ma anche delle indispensabili compensazioni».

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