Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Legambiente difende le piccole scuole

11/06/2009

autore: Luca Contini

Fiato sospeso per i criteri che saranno decisi entro il mese dalla conferenza Stato-Regioni

 T utti in piazza per dire no al taglio indiscriminato delle scuole nei piccoli paesi e per chiedere alla Regione di farsi carico di scelte che evitino un ulteriore depotenziamento di un servizio essenziale. Legambiente Scuola e Formazione, l'associazione degli insegnanti di Legambiente, sceglie Noragugume come simbolo di una battaglia che da anni la vede impegnata in tutta Italia per la difesa delle scuole anche nei villaggi più sperduti.
STATO IN FUGA Genitori, studenti, amministratori comunali hanno raccolto l'invito a manifestare per dare voce alle richieste di un intervento urgente che eviti l'ennesima fuga delle istituzioni dalle piccole comunità dell'interno, decretandone una sorte di morte civile. «Entro giugno la Conferenza Stato-Regioni - spiega Franca Battelli, responsabile regionale di Legambiente Scuola - definirà i parametri in base ai quali si deciderà la chiusura di molti istituti. Si sancirà in pratica quali scuole le famiglie non troveranno più all'inizio del 2010 e quali Comuni perderanno la loro scuola e in definitiva l'ultima presenza dello Stato. A rischio sono molte realtà della Sardegna con meno di 50 alunni, soprattutto nelle zone interne dell'Isola».
SPOPOLAMENTO Con i suoi 400 abitanti Noragugume può essere a tutti gli effetti simbolo di questa battaglia visto che convive da tempo con la spada di Damocle della possibile cancellazione della sua scuola e tenta in tutti i modi di non vedersi cancellato dalla cartina geografica. «Un problema che ci trasciniamo dal 1996 - sostiene il sindaco Michele Corda - e che negli anni si è solo potuto arginare. L'impossibilità a studiare nel loro paese per i nostri bambini rappresenterebbe per la comunità un ulteriore elemento di debolezza e un rischio ulteriore di spopolamento». La fuga dal paese è tuttavia solo uno dei pericoli. L'altra faccia della medaglia è il rischio della totale perdita di qualità del servizio scolastico. «Abbiamo oggi due pluriclassi - continua Corda - e la riforma in atto prevederebbe il maestro unico a garantire l'insegnamento per i bambini dalla prima alla quinta classe».
SCELTE REGIONALI Quali le possibili soluzioni? «L'auspicio è che le singole regioni applichino i criteri nazionali con lungimiranza - risponde la responsabile di Legambiente - definendo criteri propri che tengano conto delle situazioni di disagio delle situazioni locali. Si parta dal coinvolgimento e dalle esigenze dei territori, in una prospettiva che punti a patti territoriali con al centro la qualità educativa. È necessario che la Regione sarda pianifichi le scelte garantendo la permanenza nei piccoli comuni delle scuole del primo ciclo; che siano favorite forme associative tra Comuni per il miglior utilizzo delle risorse, e che si superi l'isolamento tra scuole con la costituzione di reti supportate da centri territoriali».

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