Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

I carabinieri del Noe sul litorale

27/03/2002

autore: Maria Francesca Chiappe

CAGLIARI.I carabinieri del nucleo operativo ecologico (Noe) lunedì pomeriggio hanno prelevato dal Poetto campioni di sabbia: quella bianca e quella nera. Da conservare (la bianca) a futura memoria per confrontarla con la sabbia che verrà, dopo che vento e mare avranno fatto il loro lavoro. Ieri mattina invece, si è levato in volo un elicottero: su esplicita richiesta dei sostituti procuratori Mario Marchetti e Daniele Caria, i carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, coordinati al maggiore Giussano, hanno ripreso il lungomare dall’alto: nei prossimi giorni le fotografie saranno confrontate con quelle dei mesi scorsi e con quelle storiche, recuperate velocemente, per verificare se il paesaggio sia stato modificato. Sono solo i primi passi di un’inchiesta contro ignoti che ipotizza il reato previsto dall’articolo 734 del codice penale, distruzione o deturpamento di bellezze naturali. Pena prevista: una ammenda. Per vedere poi se i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte, occorrerà metter mano al capitolato d’appalto: la polizia giudiziaria potrà così valutare se la sabbia è stata prelevata dal fondale espressamente indicato dalle carte.
L’indagine è stata avviata d’ufficio in seguito alle notizie apparse sui giornali nei giorni scorsi, subito dopo l’inizio dei lavori tra la prima fermata e lo stabilimento dell’Aeronautica, poco prima dell’ospedale Marino. Una colata di sabbia scurissima ha allarmato cittadini, ambientalisti, esperti, politici. E non sono bastate le ripetute rassicurazioni dei responsabili dell’amministrazione provinciale per convincere della bontà di questo intervento massiccio. Il motivo di tanta fretta in realtà c’è: la Provincia rischiava di perdere il finanziamento dell’Unione europea se non avesse ultimato i lavori entro il 30 aprile 2002. La proroga era stata ottenuta lo scorso 3 gennaio a Roma dall’assessore Zirone, una volta superata la data del 31 dicembre 2001, scadenza della prima proroga concessa dall’Ue. Non c’era dunque il tempo per rispettare le previsioni del capitolato d’appalto: 150mila metri cubi di nuova sabbia in sei mesi il primo anno, 185mila metri cubi in altri sei mesi l’anno successivo. Così, in due settimane sono stati riversati sulla spiaggia quasi 370mila metri cubi della rena prelevata dal fondale marino antistante il litorale di Capitana. Non c’è stato dunque il tempo per sperimentare nulla, soprattutto non c’è stato il tempo per valutare come la natura, il mare soprattutto, avrebbe risposto all’azione della draga. Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Sul contestato rimedio, infine, si registra il dietro front: la sabbia bianca non ricoprirà quella grigio-topo. C’era già chi protestava


Chiavi di questa notizia: Poetto