Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda
Guerra aperta a mattone selvaggio
06/08/2009
autore: Nino Melis
L'assessore regionale Gabriele Asunis incontra i sindaci a Tertenia: inedificabilità assoluta entro i 300 metri dalla costaCase abusive in costa, la Procura notifica 70 ultimatum S ale la tensione nei paesi costieri dell'Ogliastra. Da Tertenia a Santa Maria Navarrese. Una settantina di ordini di demolizione di manufatti costruiti abusivamente, spesso entro i 300 metri dal mare, sono state inviate dalla Procura di Lanusei ad altrettanti proprietari, già condannati negli anni scorsi con sentenza passata in giudicato . Si tratta della prima tranche di circa 200 ordinanze disseppellite dal pm Domenico Fiordalisi. Se gli interessati non dovessero provvedere entro trenta giorni dal ricevimento alla demolizione ed al ripristino dei luoghi, i sindaci sono tenuti entro 90 giorni ad acquisire manufatti e terreni al patrimonio inalienabile del Comune .
«Le costruzioni realizzate entro la fascia di rispetto dei trecento metri vanno demolite, a meno di una modifica della Legge urbanistica da parte del Governo, che la Regione è tenuta doverosamente a recepire in quanto ente delegato. Per gli abusi oltre questa fascia esiste invece una speranza di sanatoria, seppure non facile e molto onerosa per gli interessati». A pronunciare la sentenza sul piano amministrativo è stato Gabriele Asunis, neo assessore regionale e autorità indiscussa nel settore della normativa urbanistica, certamente non classificabile tra i sostenitori dell'estremismo ecologico che è prosperato intorno alle scelte paesaggistiche messe in opera dalla giunta Soru. L'assessore Asunis era martedì pomeriggio a Tertenia, chiamato dagli undici sindaci della fascia costiera,p reoccupati per il ciclone giudiziario che li ha investiti insieme a un numero significativo di cittadini. Spesso proprietari di prime case e abusivi per necessità
Ai primi cittadini che chiedevano, per bocca di Guido Pisu padrone, di casa «certezza in materia, senza false illusioni», Asunis ha risposto con chiarezza cristallina unita ad una logica implacabile. «Chi ha sfidato le norme vigenti pone un problema sociale, non politico», ha replicato l'assessore nei confronti dei sindaci di Cardedu e Gairo, e di altri che avevano posto il problema dell'abusivismo come risultante ,almeno parziale, delle lungaggini burocratiche e della mancata programmazione urbanistica da parte degli enti comunali e della Regione.
«Sono un abusivo ma non mi sento un delinquente - ha sbottato Cirillo Mameli -, È da 25 anni che aspetto una risposta per una casa sul lido di Orrì. Invano. Poi vado su Internet e scopro che le coste di Cagliari e Olbia sono antropizzate al massimo .Solo l'Ogliastra viene trattata alla stregua di una riserva indiana». Dal canto loro i sindaci intervenuti hanno sottolineato la ferma determinazione a non diventare ostaggi o parafulmini di tensioni sociali imponderabili.
«Ci poniamo - ha spiegato l'avvocato Marcella Lepori , sindaco di Tortolì - in posizione non antagonista nei confronti dei cittadini che hanno problemi derivati dall'abusivismo. Continueremo ad interloquire con loro, meglio se organizzati in comitati, per ricercare ogni possibile ed umana soluzione». L'avvocato Diana Barrui, presidente del Codacons Ogliastra, ha posto l'esigenza di una verifica puntuale dei presupposti alla base delle sentenze, in modo da non lasciare intentata ogni possibile strada per riaprire i procedimenti. Un criterio di certezza assoluta del diritto che avrebbe il sostegno da parte dello stesso procuratore Fiordalisi. Le maglie dell'azione amministrativa capace di sanare, almeno in parte, gli abusi oltre i 300 metri dal mare sono comunque molto strette. Anche perché, lo ha fatto capire l'assessore Asunis , esiste un problema di «equità e di pari opportunità» nei confronti dei cittadini virtuosi. «La mia disponibilità a ricercare ogni possibile soluzione - ha concluso il titolare dell'Urbanistica - resta comunque totale e incondizionata». Chiavi di questa notizia: abusivismo