Rassegna Stampa
Testata: La Nuova Sardegna

Promosso il mare bocciati depuratori e fiumi dell’isola

06/08/2009

autore: Pablo Sole



CAGLIARI. Le coste della Sardegna godono di ottima salute. E, per fortuna, non è una novità. Quel che preoccupa, alla luce dei dati raccolti da Goletta verde presentati ieri mattina, è lo stato di alcuni corsi d'acqua che presentano tracce di inquinamento tutt'altro che risibili.
La causa principale è rappresentata dalla rete degli impianti di depurazione.
Il report 2009 firmato da Legambiente sullo stato di salute del mare sardo regala una fotografia da cartolina caraibica. Con la bellezza di 35 comuni premiati, la Sardegna si conferma regina della Guida blu curata dalla sigla ambientalista e dal Touring club italiano. Non solo: grazie al consistente numero di riconoscimenti assegnati, l'isola si conferma al primo posto nella speciale classifica del tasso di Vele assegnate. Il riconoscimento più ambito, quelle cinque Vele che di fatto permettono ai comuni di entrare nell'Olimpo del mare pulito, è andato a Domus de Maria, Baunei e Posada. Seguono quattro e tre Vele sparse ai quattro angoli dell'isola.
L'unica nota stonata sono i quattro corsi d'acqua finiti nel mirino dei biologi di Goletta verde. Due le situazioni di maggiore allarme: la foce del canale Sarrala, nella Marina di Tertenia, e lo sbocco a mare del rio Mannu a Porto Torres. Nei due fiumi, gli esperti hanno trovato concentrazioni microbiologiche di coliformi fecali, streptococchi e escherichia coli parecchio superiori ai limiti consentiti dalla legge. Il medesimo discorso vale per le foci del fiume Siniscola a La Caletta e del Coghinas a Valledoria, anche se in questo caso il superamento dei valori imposti dalla legge è meno allarmante.
«Considerando l'estensione della Sardegna e i suoi 1731 chilometri di costa – ha affermato ieri il responsabile scientifico di Legambiente Stefano Ciafani - i dati emersi dal monitoraggio di Goletta verde possono essere globalmente positivi. Ma i problemi di depurazione sussistono ancora. Le quattro foci inquinate sono il sintomo di una rete ancora carente soprattutto nelle aree interne, che arriva solo al 65 per cento della popolazione  regionale». Da qui la richiesta alla Regione e ai Comuni interessati di avviare subito un programma di sviluppo della rete di depurazione dell'isola.
Per non fare come in Lombardia dove «alcuni laghi sono balneabili per legge -   ha aggiunto Ciafani - ma solo perché hanno ritoccato i limiti fissati, aggirando il problema. Che in questo modo non viene risolto. La speranza è che la Sardegna non segua questo brutto esempio».

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