Sulla spiaggia del Poetto è stato avvistato un branco di struzzi, tutti con la testa sotto la sabbia nera. Deve essere un effetto del cambio di ecosistema (e di qualche cambio di casacca politica, ma di questo parleremo in un’altra occasione). Soffermiamoci per il momento ad ammirare il nuovo panorama che si apre davanti agli occhi dei cagliaritani. C’è una spiaggia che ha cambiato colore e che osservata dall’aereo (vedere la foto pubblicata su L’Unione Sarda di sabato) sembra la frana di Sarno. Gli esperti della Provincia giurano che col tempo (ma quanto tempo?) schiarirà. Il presidente Balletto ne è convinto e tutti speriamo che abbia ragione.
Però i cagliaritani sono preoccupati: per loro - e non solo per loro - il Poetto è sacro. È l’estate, la vacanza, il passato e il presente (sul futuro c’è un punto interrogativo grande come una draga) di tutta una città. Su quel velo di sabbia candida hanno camminato e sono cresciute generazioni di cagliaritani. Un velo strappato dallo scirocco e seppellito sotto una colata di fango marino. Speriamo che la magia del Poetto trasformi questo fango in sabbia.
Balletto ci crede e difende il progetto della sua amministrazione. Bisogna riconoscergli un coraggio politico che altri non hanno avuto e continuano a non avere.
Il presidente della Provincia avrebbe potuto seguire l’andazzo della politica sarda. Sarebbe stata la scelta più comoda: galleggiare su un mare di chiacchiere abbandonando la spiaggia alla furia dello scirocco. Nessuno si sarebbe scandalizzato per il polverone, come ben sanno i suoi predecessori. Invece ha dato il via libera a un progetto controfirmato da fior di scienziati e per il quale erano stati stanziati ben trenta miliardi di vecchie lire. Ha accettato il rischio dell’impopolarità: se il progetto è sbagliato, se il Poetto resterà sfregiato per sempre, i cagliaritani non perdoneranno l’errore. Una cosa intanto è certa: Balletto non è tra gli struzzi che nascondono la testa sotto la sabbia.
Lo stesso non può dirsi per il sindaco di Cagliari. Sull’operazione Poetto Emilio Floris non è andato oltre un «aspettiamo spiegazioni». Quando si dice il decisionismo.
In realtà le spiegazioni i cagliaritani le aspettano da lui. E con le spiegazioni, la risposta alle seguenti domande: cosa pensa il sindaco di Cagliari dell’operazione ripascimento? La condivide o no? E se non la condivide, ha studiato e proposto un piano alternativo? Restiamo in fiduciosa attesa di una risposta.
Infine gli struzzi ambientalisti. Sulla sabbia nera non hanno fiatato finché il nostro giornale non ha sollevato il caso. Ma in fondo bisogna capirli: troppo impegnati a difendere le canne nelle cunette del Margine Rosso