Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

Spesa a basso costo, nasce il Gas

11/05/2009

autore: LORENZO MANUNZA



Per i soci ribassi sino al 30% su molti beni di largo consumo

Dieci euro per associarsi. La spesa si ordina su internet e la si ritira il fine settimana. Dove vanno a fare la spesa i 407 mila sardi che, secondo i dati forniti dalla Cisl, attualmente versano in condizioni di povertà? Quali alternative si presentano a quel quarto abbondante della popolazione dell’Isola che ha difficoltà a cominciare la prima e non la quarta settimana del mese? La risposta delle Acli sarde a questi interrogativi sta tutta nella sigla Gas, ovvero Gruppi di acquisto solidale: un nome curioso per un’iniziativa che si appresta a sbarcare nell’Isola dopo i primi segnali incoraggianti registrati nel resto d’Italia.
MENO VENTI PER CENTO. L’obiettivo delle Acli è di riuscire ad avviare, entro il 2009, un gas in ciascuna delle quattro province storiche, partendo entro un mese da Cagliari e, in particolare, dal circolo che affonda le radici in uno dei suoi quartieri più popolari: Is Mirrionis. Lo scopo, soprattutto nell’attuale fase economica, è duplice: da una parte, far nascere dall’incontro diretto tra famiglie e produttori una nuova via virtuosa al consumo, che premi i prodotti migliori, dall’altra far risparmiare (in cambio di una quota associativa di dieci euro) del denaro (dal 20% al 30% rispetto ai supermercati) a chi proprio non può permettersi di sprecarlo.
RICETTA ANTI-CRISI. Non c’è dubbio, d’altronde, che la riscoperta dei Gas, nati nei primi anni novanta nel Nord Italia sulla scia di una critica radicale al consumismo, oggi si leghi a doppio filo alla recessione mondiale, che fa dell’ecosostenibilità e della sobrietà negli stili di vita non solo un’esigenza morale ma anche, se non soprattutto, pratica. Perché a tutti piace mangiare le verdure più fresche e la carne più sana, magari privilegiando le produzioni a un passo da casa. COME FUNZIONA. «Ma ancora di più attrae l’idea di farlo risparmiando circa il 20% sulla spesa settimanale rispetto alla media e grande distribuzione», spiega David Marchiori, responsabile del dipartimento Pace e stili di vita delle Acli, «semplicemente compilando on line o su carta la propria lista degli acquisti (in genere, entro il martedì di ogni settimana) e andando poi a ritirare le buste in una sede convenuta (solitamente il venerdì o il sabato). Senza inutili mediazioni e con la sicurezza di sapere chi sta dietro ad ogni produzione.
RISPARMIO VERO. E il risparmo è reale, sia sui prodotti biologici che su quelli tradizionali. Il gas del circolo Acli “Achille Grandi” di Venezia, ad esempio, offre alle quattrocento famiglie associate un paniere di trecento beni dai prezzi assai competitivi, con le carote a 0,70 ? il chilo (contro 1,10 ?), le patate a 0,60 ? (contro 1), le mozzarelle a 9 ? (contro 11,90), le uova a 0,17 ? l’una (contro 0,25), lo spezzatino a 6,50 ? (contro 9). Non sconti epocali, forse, ma risparmi su cibi sani e garantiti, che centesimo dopo centesimo possono fare la differenza.
APERTURA IMMINENTE. A Cagliari un elenco dei prezzi ancora non c’è, ma Maurizio Fanzecco, del circolo “Antonio Lattuca” di via Is Mirrionis 43, ha già stretto con alcuni produttori accordi che dovrebbero portare alle famiglie sconti fino al 30% su tanti beni di largo consumo. «La speranza è di riuscire a mettere su entro un mese una struttura organizzativa efficiente», auspica Fanzecco, «grazie ad un finanziamento regionale di venti mila euro e alla competenza dei volontari Acli della penisola, che già seguono più di venti Gas, per un totale di circa 1500 famiglie. Una struttura», prosegue, «che possa servire un primo nucleo di partecipanti, in attesa di nuove adesioni da parte delle famiglie, cui si richiederà una quota associativa di dieci euro, e dei produttori, che per partecipare dovranno solo alzare la cornetta del telefono. Intanto, fin da ora, è pronto lo slogan del progetto: “Coi Gas, mangiamo meglio e spendiamo meno” ».

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