Rassegna Stampa
Testata: L'Unione Sarda

In mare sfocia un rivolo di acqua rossa

11/05/2009

autore: Andrea Scano


Scatta l’allarme inquinamento nell’arenile di Matzaccara

Un rivolo d’acqua rossa e oleosa scorre sull’arenile di Matzaccara e sfocia in mare. Ennesimo allarme inquinamento in pochi mesi. È rosso ocra e oleoso. Attraversa la spiaggia, lascia dei depositi lungo il breve tragitto e sfocia in mare.
IL RIVOLO. Anche se si è distanti (ma non più di tanto) dal polo industriale di Portovesme, il rivolo di acqua probabilmente inquinata scoperto ieri a Corongiuali, litorale balneare di Matzaccara (Comune di San Giovanni Suergiu), ripropone inevitabilmente l’allarme ambientale nel Sulcis. La presenza di questo ruscelletto rosso è una preoccupazione più che lecita, alla luce di tutti i veleni venuti alla luce da polle d’acqua fra la vegetazione e le strade intorno al polo industriale di Portovesme.

L’ALLARME. Corongiuali, arenile di pescatori, non è poi così lontano dall’area degli stabilimenti. A scoprire questo ruscello rosso, con evidenti tracce oleose (a breve distanza ce n’è un altro più piccolo che scorre fra le rocce), sono stati alcuni frequentatori, in particolare famigliole, della località che si trova a un chilometro dalla frazione di Matzaccara. È stato davvero impossibile non notarlo. Difficile capire quali elementi chimici conferiscano questa intensa colorazione rossa: le risposte dovranno fornirle i carabinieri del Noe, incaricati di eseguire oggi i primi prelievi. Appare però evidente che il rivolo sgorga da un’area ricoperta da fitta vegetazione dove ristagna altra acqua scurissima, quindi attraversa la spiaggia per una decina di metri fra condense oleose che non lasciano presagire niente di buono, e si riversa in mare, a pochi metri dalle barche dei pescatori. In quel punto l’acqua appare decisamente più scura che nei dintorni. La prova che tutto ciò si deve al liquame proveniente dalla spiaggia. Osservando con attenzione, tutto intorno sono presenti tracce della stessa misteriosa sostanza, chiazze oleose comprese. Ad un centinaio di metri, in un punto in cui la spiaggia lascia spazio alle rocce, stessa scena: un rivolo di acqua rossastra che scorre fra i cespugli e finisce in mare. Anche in questo caso residui di qualcosa che appare essere olio combustile.

LE DOMANDE. Al cospetto di questo ritrovamento, è lecito porsi ogni interrogativo in attesa che i carabinieri del Nucleo operativo ecologico eseguano i controlli del caso. Al momento si possono formulare solo delle ipotesi: probabilmente il ruscello rosso è formato dall’ossidazione di metalli pesanti, la cui provenienza è assolutamente incerta. Come lo è la presenza degli oli. C’è qualcosa, nei pressi delle località, che sta rilasciando nel sottosuolo quella sostanza che poi riaffiora vicino alla spiaggia? Oppure il liquame rosso ocra deriva da qualche condotta del polo industriale che si interrompe chissà dove? A


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