Abbiamo paura che resti nera. L’Università fa analizzare la sabbia riversata sulla spiaggia
CAGLIARI.L’evidenza ha una spiegazione scientifica: la sabbia grigio-topo che dall’8 marzo la draga “Antigoon” sta riversando sulla spiaggia del Poetto non contiene limo né argilla ed è molto più giovane di quella candida già esistente. Un tracciato preparato dal dipartimento di Geoingegneria e tecnologia ambientale della facoltà di Ingegneria chiarisce che la rena del Poetto è del periodo miocenico e risale a 6-10 milioni di anni fa, mentre quella prelevata dalla draga belga da un fondale di 40-50 metri (in un’area di mille metri per quattrocento) a 3 miglia da Capitana è del periodo paleozoico, arrivata in mare con le alluvioni. La vecchia sabbia dell’arenile, eroso da mareggiate e dai furti, è frutto invece del sistema evolutivo delle rocce e, dalle montagne, è giunta in riva al mare trasportata dai torrenti. Le due sabbie, almeno per età e granulometria, sarebbero diverse. Tanto diverse che ogni giorno crescono la perplessità dei curiosi (vedono la sabbia più grossa e di colore scuro e s’interrogano) e l’interesse degli studiosi. I professori della facoltà di Ingegneria Michele Agus e Alberto Marcello hanno iniziato venerdì scorso una serie di esami sulla nuova sabbia. «Non abbiamo ancora l’esito», spiega Michele Agus, direttore del Centro studi geominerario del Centro nazionale delle ricerche (Cnr), «anche perché alcune indagini di laboratorio sono complesse». Nulla viene lasciato al caso: «Si tratta di una nostra iniziativa scientifica e stiamo verificando tutto. Prima di rendere noti gli esiti vogliamo essere sicuri di quanto accertato». Le risposte più attese sono sulla granulometria e il colore: quest’ultimo da grigio diventerà bianco? Il Comitato scientifico istituito dalla Provincia ha dato ampie garanzie. «Spero abbia ragione», sottolinea Agus. Ma il docente vuole vederci chiaro, stabilire se la sabbia cambierà tonalità o resterà per sempre nera: «Per scoprirlo, ed eliminare ogni timore, aspettiamo la conclusione delle analisi».
L’assenza nella nuova sabbia di limo e argilla viene confermata dal capitano di vascello Antonio Camboni, comandante della Capitaneria di porto, autorità incaricata dal ministero dell’Ambiente dell’esecuzione del decreto che (il 28 novembre 2001) ha autorizzato il ripascimento della sabbia del Poetto. «La nostra verifica», spiega il comandante, «è continua: i dati delle analisi che ci vengono comunicate escludono la presenza di limo o argilla». Una motovedetta è sempre presente: «Controlliamo se il prelevamento avviene nelle zona indicata ma siamo presenti anche a terra».
Interpreti delle “legittime preoccupazioni” e dello ”sconcerto dei tanti che si sentono disillusi dalle promesse che la sabbia sarebbe stata identica a quella attuale”, Legambiente e due esponenti dei Ds (Ignazio Angioni, segretario cittadino e Emanuele Sanna, consigliere regionale) chiedono una pausa dei lavori. «Che possa», sottolinea Legambiente in una nota, «permettere la più ampia verifica». Legambiente dà appuntamento al 7 aprile alle 10 “per una manifestazione a difesa del paesaggio del Poetto”. Angioni e Sanna spiegano che “sarebbe un atto di saggezza se il presidente e l’assessore competente, con i loro blasonati esperti, anziché procedere con passo militare e sordi a qualsiasi richiamo critico fermassero i loro cannoni per il tempo necessario a verificare, con indiscutibili parametri scientifici, se la sabbia sovrapposta non possa modificare irreparabilmente le caratteristiche naturali di un ecosistema costiero fra i più pregiati della nostra Isola”.